Veltroni vuol spegnere i lampioni e poi copre d’oro i disobbedienti

In orario scolastico una classe del liceo viene accompagnata al cinema per assistere alla satira militante della Guzzanti. E chi non partecipa deve giustificarsi

Claudio Pompei

da Roma

Il sindaco di Roma Walter Veltroni piange miseria per i tagli previsti dalla Finanziaria sui trasferimenti agli enti locali e minaccia di spegnere ventimila lampioni, ma poi trova tanti soldi da regalare ai centri sociali e da mettere a disposizione del suo stesso gabinetto per contributi «vari». Non solo. Veltroni continua a tenere in piedi - per scopi elettorali - l’equivoco dei rapporti privilegiati con Action, l’organizzazione dei cosiddetti «disobbedienti» che fa capo a Nunzio D’Erme e che è al centro di un’inchiesta della magistratura romana per le occupazioni abusive. Lunedì sera il consiglio comunale ha approvato a colpi di maggioranza, dopo una discussione di fuoco, la Variazione al bilancio di previsione 2005-2007, al Piano degli investimenti 2005-2007 e alla relazione programmatica. Duecentottantamila euro sono stati stanziati dal Campidoglio per la manutenzione dei centri sociali occupati dall’estrema sinistra. Un milione e ottocentomila euro sono andati invece alle iniziative «culturali» del sindaco Veltroni, aggiungendosi ovviamente agli ingenti fondi già in bilancio.
A un mese dalla discussione del bilancio preventivo 2006, dopo che già a luglio 2005 era stato votato l’assestamento, l’ennesimo aggiustamento dei conti capitolini è servito in realtà solo a dare nuova disponibilità di cassa a Veltroni e aumentare l’ampio margine di potere politico di Action e della sinistra antagonista. A favore del Gabinetto del sindaco sono stati stanziati dalla giunta fondi per complessivi 1.800.000 euro: 500mila per l’assegnazione di contributi vari; 1.300.000 per la gestione di eventi diversi. L’opposizione aveva presentato un emendamento per stornare questi fondi sull’emergenza casa, il tema più scottante del momento, con migliaia di sfratti esecutivi in arrivo. Niente da fare, la maggioranza ha detto «niet». Motivo? «Ci hanno accusato di polemica pretestuosa - spiega la consigliera Donatella Poselli, ex capogruppo della lista civica per Veltroni passata poi al gruppo Legalità & Giustizia sociale - come se gli sfratti fossero una nostra invenzione».
Il maxiemendamento di maggioranza proposto dalla giunta Veltroni, piombato nell’aula di Giulio Cesare del tutto inatteso, ha acceso uno scontro polemico durato quattro ore. Respinte, a colpi di voto, tutte le proposte del centrodestra. Nei 49.858.930,65 euro totali del provvedimento sono rientrati così anche 280mila euro a favore dei «disobbedienti». Precisamente: 200mila per la manutenzione straordinaria dei centri sociali in municipi vari, e altri 80mila per la manutenzione straordinaria dei centri sociali Corto circuito, Astra, Dulcinea, via dei Volsci. Esattamente i capisaldi della sinistra antagonista. Corto circuito è la «patria politica» di Nunzio D’Erme e Guido Lutrario; i due leader disobbedienti hanno mosso i primi passi proprio nell’ex scuola occupata di Cinecittà, lo stesso quartiere dove il presidente municipale Sandro Medici (di Rifondazione) ha requisito nei giorni scorsi alcuni appartamenti privati sfitti. L’Astra, l’ex cinema in viale Jonio a Montesacro, è una «succursale» di Action. Della famigerata via dei Volsci è noto il ruolo storico nell’ala dura dell’estrema sinistra. Per tutti gli altri centri sociali, si deve ancora decidere nel dettaglio come distribuire i soldi. Va ricordato che, ancora una volta, la giunta Veltroni ha fatto carta straccia dell’unica fonte normativa, tuttora in vigore, che «sana» le «okkupazioni» dei centri sociali. La delibera prevede che della manutenzione debbano farsi carico gli occupanti. Come recita un articolo: «Costituisce titolo preferenziale l’impegno a provvedere ai lavori di ristrutturazione e restauro a cura e spese dell’assegnatario, che andranno a esclusivo vantaggio dell’amministrazione senza alcuna pretesa da parte degli assegnatari. Costituisce, altresì, titolo preferenziale, l’impegno a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, a cura e spesa dell’assegnatario, senza che questi nulla possa pretendere dall’amministrazione». Più chiaro di così...