Vendesi verginità in barba alla legge

C’è una signorina che ha messo in vendita la sua verginità a mezzo stampa, forte di una partecipazione al «Grande Fratello», e di un corpo curvilineo. Come si chiami ha poca importanza, il fatto è che la fanciulla vuole un milione di euro in cambio di cotanto dono, e che spiega candidamente che il milione le serve per cose pratiche, mica diamanti migliori amici delle donne, le serve per comprarsi una casetta dove vivere e per pagarsi un buon corso di recitazione, così alla fine fotografata finirà per l’arte e non per l’avvenenza. In cambio del milione, è pronta a chiudere un occhio, anzi tutt’e due, sull’eventuale aspetto fisico ripugnante dell’acquirente, un nuovo Robert Redford potrebbe non essere dietro l’angolo; se serve si berrà un bel bicchiere di vino, sono sempre parole sue, e il fastidio passerà.
Non voglio dire, meglio mi provo a evitare ma poi mi scappano, le ovvietà del caso, come ad esempio quanto sia volgare simile esternazione, quanto eccessiva sia la pretesa economica anche per una bella figliola, visto anche che siamo in era di facile ripristino chirurgico di imeni violati, quanto puzzino queste interviste di pubblicitario ed inventato, tanto per farsi pubblicare una foto sul settimanale che tutti leggono, pure quelli che dichiarano che non lo leggerebbero neanche morti.
Il fatto più divertente però, o se preferite più grottesco, di questo nostro squinternato Paese, è che le cronache nella stessa giornata riferiscono di un giovanotto romano che, fermato mentre contrattava il costo di una prestazione con una prostituta, è stato multato in seguito alle nuove disposizioni di legge, a cui altre, ancora più severe, seguiranno, e ha concluso sconsolato che lui Alemanno sindaco non lo rivoterà mai più perché gli è stata fatta una grave ingiustizia.
Ognuno è libero di pensarla come crede sulla punibilità della prostituzione attiva e passiva, ma resta il fatto che anche la signorina del milione di euro e il suo eventuale compratore non sono proprio in regola. Come dovrebbe comportarsi con loro il severo ma giusto legislatore? Lei istiga a mezzo stampa, lui, se e quando ci sarà, sfrutta. Potrebbero essere multati, ma consiglio di farlo ad atto consumato, non al momento della trattativa, come è accaduto a Roma. Allo Stato il milione di euro, che fanno comodo, e soprattutto la certezza di avere almeno per un po' mantenuto una virtù e risparmiato a tutti noi l’ennesima cattiva attrice convinta di essere straordinaria perché ha fatto il corso di recitazione.