Vendetta del Bayern all’ultimo assalto Julio Cesar lo aiuta

Milano Non è bastato l’orgoglio, è mancato un pizzico di Inter da triplete. Il Bayern - continuando nella sua tradizione vincente a San Siro - si è preso una rivincita che non potrà mai appagarlo, l’Inter ha capito che la sua stagione sta cominciando a incrinarsi nuovamente. Inter coraggiosa, Bayern cinico. Il gol finale lo dimostra. È stata partita, vera, dura, accanita. L’Inter si è giocata davvero lo scudetto dell’orgoglio: non ha fatto passi indietro, ha messo il Bayern subito alla corda, infilando palloni che gridavano gol se non fossero finiti sui piedi di Ranocchia e Cambiasso. Mangiarsi due gol (si parla di palloni davanti al portiere solo e indifeso) nel giro di 22 minuti è operazione da kamikaze. Di solito, nel pallone, questi errori si pagano. Invece l’Inter si è soltanto inchinata a due colpi da brivido recapitati prima da Ribery (traversa), poi nella ripresa da Robben (palo). Tutto sommato Bayern meno preoccupante di quanto dicono i suoi numeri in campionato e Inter più solida di quanto dica la sua difesa in campionato.
Ancora una volta, come sempre quando il calcio raccoglie talento e esprime caratura di campioni, è stato match per solisti: i meravigliosi guizzi di Eto’o nella difesa tedesca che hanno prodotto paure e tensioni, quelli dell’assetato (di gloria) Ribery e dell’indomito Robben. L’Inter ha perso colpi alla lunga, i suoi centrocampisti hanno cominciato a lasciarsi trafiggere dal violento pressare di quelli tedeschi. Ranocchia ci ha rimesso più di altri, uscendone in barella. Maicon ha tenuto botta con Ribery, ma soltanto nella fase d’attacco.
Bayern più convinto nel credere nel suo gioco, Inter più essenziale. Primo tempo più spettacolare con diverse idee per i gol e qualche occasione che i portieri hanno tenuto a bada. Ripresa giocata con meno spavalderia e più attenzione alla tattica. Perché era chiaro: chi avesse segnato per primo, avrebbe chiuso la partita. Il Bayern ci ha provato di più, l’Inter si è lentamente accoccolata sua metà campo, le sono mancate un po’ di forze e soprattutto l’apporto dei suoi centrocampisti. Vecchia storia, Benitez aveva capito tutto. Leonardo sta incominciando a capire. L’Inter si è lentamente fatta sopravanzare. Il Bayern ha preso consistenza nella sua area con più convinzione e attenzione di quanto era successo nel primo tempo. E difatti, al primo allargarsi eccessivo per i difensori, Gomez ha riscattato la fama e ha sfruttato un’incertezza di Julio Cesar per infilare il Bayern sull’autostrada che potrebbe portarlo al passaggio del turno, Per una partita così vivace e gustosa, il protagonista peggiore.