La vendetta del Dottore-Cannibale

Benny Casadei Lucchi

Ragioniere mai. D’altra parte è Dottore. Valentino è ormai a due passi, chiamatele impennate, dal mondiale ma proprio non gli riesce di far di conto. Anche ieri, sui sali e scendi di Brno che ci hanno regalato la seconda tripletta italiana dell’anno (l’altra fu al Mugello) e il nono successo di Rossi su 11 Gp (77º in carriera), il Dottore non ce l’ha fatta a trasformarsi in un piccolo computer di bordo dedito solo al pallottoliere iridato.
Logica avrebbe infatti voluto che Valentino facesse il ragioniere, ma la logica è stata costretta a inchinarsi quando molti tifosi di Gibernau hanno pensato bene di prendere in giro il campione ogni volta che transitava davanti alla loro tribuna, inscenandogli l’olè del toro matato, con tanto di drappo rosso, dove ovviamente il toro era Vale e il torero il catalano. «In gara ho visto cose che non mi sono affatto piaciute», dirà a fine Gp il toro per nulla matato, «e questo mi ha dato grande motivazione. A quel punto mi sono detto: se è così, vi faccio vedere io... Ero disposto anche a cadere pur di andare a vincere; d’altra parte, visto il grande vantaggio che ho in classifica...».
E così è stato. Risultato? Lasciando perdere la logica e i calcoli il Dottore ha messo in tasca di nuovo il massimo dei punti e fra tre settimane in Giappone, a Motegi, gli basterà arrivare subito dietro a Biaggi (ora secondo in classifica) per conquistare il suo settimo mondiale. Ma soprattutto, indovinate un po’ davanti a quale tribuna ha incornato Gibernau nell’ultimo, risolutore, sorpasso? Sì, proprio quella.
Perché i Dottori cannibali, soprattutto quando s’arrabbiano, diventato un po’ ragionieri... A loro modo, però.