La vendetta di Vukcevic gela Milano

Oscar Eleni

La Virtus Bologna mette occhiali nuovi e vede l’Armani come Djordjevic non avrebbe più voluto trovarla dopo la sbornia salutare con il Maccabi. Non remissiva, non malatissima, ma completamente denudata dalla squadra di Markowski che l’ha soffocata nella nuova culla, davanti ad 8000 spettatori, fra cui Giorgio Armani, cominciando con un 10 su 12 al tiro da tre che ha fatto uscire il peggio dalla difesa Olimpia.
Contro il Maccabi erano state folgorazioni, amore a prima vista, contro la Virtus sono tornate fuori colpe antiche: palloni perduti (20 alla fine), poca personalità, l’angoscia di non sapere che cosa fare soprattutto contro le difese a zona. Milano senza mani benedette, 5 su 21 da 3, senza energia non soltanto per fermare il canadese English, ma anche il ragazzino Bonfiglio che dice tutto già nel cognome, anche se il suo impeto ha mandato in catalessi Bulleri che prima di vedere una bella autostrada ha dovuto leggere il parziale di 33-11 dopo 10 minuti.
Per il nuovo allenatore dell’Olimpia non poteva bastare il solo Tyrone Grant (26 punti, 8 su 8 al tiro da 2, un canestro da 3, 8 rimbalzi), serviva la squadra. Non perventuta a Casalecchio, rimasta nella solita neve. Calabria con i piedi al freddo come quando dorme in macchina, 2 su 11 al tiro sbagliandone 5 su 5 da 2, Galanda senza forza per il tiro da lontano (0-4) perché la sua energia la spendeva tutta a rimbalzo (8, 1 in meno di Blair), Shumpert tornato nella casetta di legno di Psycho, intralciato dai falli all’inizio, mai in partita nel mezzogiorno della verità, 4 tiretti in tutto, 2 soli segnati, inesistente nella mischia quando l’Olimpia, tornata a -11 dopo essere stata anche a -20, sperava almeno di avere un vantaggio nel doppio confronto (visto il +13 dell’andata). Niente da fare.
Per la Virtus e il vulcano Sabatini una giornata speciale, tutto esaurito, entusiasmo, nuovo sponsor, una vittoria costruita sulle certezze di Blutenthal e sulla voglia di Vukcevic, appena licenziato da Milano e messo come spina nel cuore della difesa Olimpia che gli ha visto servire 6 assist, scatenando Drejer (5 su 8), liberando dalle catene Di Bella (3 su 7) anche se tutti aspettano un nuovo regista, con la sola beffa di aver riconquistato l’ottavo posto ora che non serve. Bologna sorride anche per la Fortitudo che soffre un solo quarto a Cantù e si gode la serata da 20 punti del ragazzo d’oro Bellinelli (8 su 13 al tiro, 4 su 8 da 3 specialità di casa Repesa servita bene soltanto da lui e Green). In testa niente di nuovo salvo il singhiozzo finale di Siena che resta prima con Napoli e Treviso.