Vendevano capolavori. Erano solo copie

I carabinieri del nucleo patrimonio artistico hanno arrestato quattro persone, una a Terni, una a Latina e due a Roma, con l’accusa di aver falsificato quadri di importanti autori contemporanei e di averli commercializzati spacciandoli chiaramente per originali. A tutti e quattro è stata contestata l’associazione a delinquere.
Un sedicente marchese, un professore laureato alla Sapienza che si fregiava di titoli di accademici inesistenti e falsificava perizie di autenticità ed un altro che non era nemmeno diplomato. Più un ex proprietario di una galleria d’arte che reperiva pittori sconosciuti e commissionava quadri alla De Chirico o alla Guttuso. Sono questi i membri dell’organizzazione smantellata dalla sezione falsi dei carabinieri del nucleo patrimonio artistico con la collaborazione della squadra mobile di Terni e sotto la supervisione delle procure di Roma e della provincia umbra. Gli investigatori hanno sequestrato 98 dipinti, tra acquarelli, oli su tele, tutti contraffatti, attribuiti agli autori contemporanei più celebri, da Renato Guttuso a Giorgio De Chirico, da Giuseppe De Nittis a Ardengo Soffici, da Jean Mirò a Mario Sironi; ma c’è anche un Canaletto ed un Cezanne.
L’indagine è iniziata a Terni nel 2004, quando si presentò alla squadra mobile una persone che aveva acquistato dei quadri di celebri autori ma riteneva fossero falsi. Diceva di averli acquistati da un tal marchese siciliano Vincenzo Florio. In effetti quest’ultimo, il cui ruolo era di reperire clienti, si presentava con autista e Mercedes e diceva di avere un castello a Catania. Lo scorso anno il finto nobile fu arrestato ma le indagini sono proseguite. Tra appostamenti ed intercettazioni, è stata individuata l’associazione di cui faceva parte Florio, solo lontanamente imparentato ad un’antica famiglia nobile.
Il primo ad essere individuato è stato il professore romano di 70 anni, Mario Parracciani, critico d’arte iscritto solo all’inizio della sua carriera presso l’albo dei periti del Tribunale: il 70enne ha poi conservato il certificato di iscrizione. Gli investigatori lo descrivono come una vero esperto, capace di autenticare quadri del 300 e anche reperti archeologici. Durante l’interrogatorio ha detto solo di «aver dato semplici opinioni», ma le sue erano perizie fatte dietro compenso. In arresto è finito anche il 44enne Andrea Gaudio, di Latina, che ufficialmente è giunto fino al quarto anno di ragioneria, ma che si spacciava per esperto d’arte. Ha autenticato un quadro attribuendolo a Paul Cezanne. Altro membro dell’organizzazione è il romano Sergio De Santis, 68enne, ex titolare di una galleria d’arte: era lui a reperire quadri falsi e pittori cui commissionari i dipinti da vendere poi a clienti ignari. Ha commissionato un quadro che è stato poi spacciato per un Canaletto. I carabinieri si aspettano ora che molti acquirenti denuncino eventuali truffe subite. Il giro d’affari dell’organizzazione è di migliaia di euro. Altre quattro persone sono state iscritte sul registro degli indagati.