Vendiamolo Prendiamo quei soldi prima che lo sceicco finisca alla neuro

Io, da milanista (controcorrente?), Kakà lo venderei al volo. Prima che ricoverino lo sceicco alla neuro di Dubai o di Manchester o di dove diavolo vive. Cento milioni, o peggio centodieci o magari centoventi, sono una cifra folle. Che difatti solo un pazzo può offrire. A proposito, siamo proprio sicuri che qualche parente non abbia già fatto interdire il paperone del City?
Con tutti quei soldi si può ricostruire il Milan, trasformandolo da una squadretta che punta alla pietosa Coppetta Uefa a uno squadrone pronto a tornare là dove respira meglio: sul tetto del mondo. Via in un colpo solo tutte le cariatidi, più o meno gloriose, di una difesa dove mancano soltanto Tassotti e Baresi, magari con l’aggiunta di Anquilletti e Schnellinger. A cosa servono le irresistibili galoppate di Riccardino, se poi la ridicola banda del buco si lascia infinocchiare da qualsiasi quaquaraquà. Non voglio togliere il mestiere a Cravatta Gialla (Galliani per i non addetti ai lavori) o a Gote (avrete notato che l’unica reazione di Ancelotti in panchina è gonfiare le guance), ma con un assegno di quel calibro si possono comprare Carvalho e Ferdinand, tanto per buttar lì due nomi di mastini super, aggiungendoci per contropartita, se qualche frescone ci casca, Carnera (per l’eccezionale agilità) Senderos e quei due misteriosi uruguaiani, Cardacio e Viudez, venuti in Italia a rafforzare le schiere degli immigrati clandestini.
Acquistando poi, al posto dell’augusto partente, invece dei soliti noti Adebayor o Eto’o, il redivivo Gourcuff o qualche altro virgulto, più giovane di Kakà, inesploso. Ci saranno pure in giro altri Lavezzi o altri Milito, o cosa ci stanno a fare i talent scout? Insomma, prendiamo i quattrini prima che il nababbo cambi idea, o gliela facciano cambiare. Potremo finalmente sognare un Milan esattamente all’opposto di quello attuale. Ovvero grande.