«Vendicate il Profeta: scovate e uccidete qualche occidentale»

L’esortazione in una moschea di Kabul per le vignette. Protesta dei palestinesi a Gerusalemme: «Bin Laden, colpisci ancora»

Fausto Biloslavo

«Scovate e uccidete un occidentale» come vendetta per le caricature di Maometto, ha esortato un mullah in una moschea di Kabul; «Bin Laden colpisci ancora», urlavano i palestinesi a Gerusalemme e gli egiziani al Cairo, mentre in Iran i facinorosi hanno continuato a lanciare sassi e molotov contro le ambasciate danese, inglese e francese, sotto gli occhi della polizia. Il venerdì di preghiera è tornato a incendiare gli animi del mondo islamico, con manifestazioni di protesta contro la satira sul Profeta.
In Afghanistan la tensione rimane alta, e una folla tra le 1.000 e le 2.000 persone si era riunita nella zona periferica di Poli-i­Charki dopo aver ascoltato il sermone del venerdì. Durante la preghiera un mullah ha invitato i veri credenti a «scovare e uccidere un occidentale» per vendicare le caricature di Maometto. La folla ha cominicato a marciare verso il centro di Kabul lanciando sassi contro una base militare afghana, a poca distanza da Camp Invicta, la caserma del contingente italiano di 500 uomini, i quali non sono rimasti coinvolti nei disordini. I manifestanti gridavano slogan contro gli Stati Uniti e la Danimarca e hanno bruciato le bandiere di Copenaghen. Prima di raggiungere il centro, la polizia ha caricato il corteo, anche se gruppi di esagitati continuavano a dare la caccia a qualche occidentale da punire.
Il personale Onu della capitale, come in altre città afghane, è pronto ad essere evacuato, e in alcune zone, come a Ghazni, territorio infiltrato dai talebani, sono apparsi volantini inquietanti. «Come musulmani, è vostro dovere uscire di casa e protestare contro il governo e le forze della coalizione per queste caricature», si legge sui manifestini firmati dall’Emirato islamico talebano.
Sulla spianata della moschea di Al Aqsa, a Gerusalemme, i manifestanti palestinesi hanno scandito lo slogan «Bin Laden colpisci ancora». Durante la preghiera del venerdì Khader Habib, uno dei responsabili della Jihad islamica, ha lanciato un messaggio minaccioso: «Finora abbiamo chiesto le scuse dei governi, ma se continuerannno il loro assalto al nostro amato profeta Maometto bruceremo loro il terreno sotto i piedi. Lo difenderemo con il nostro sangue e le nostre vite».
A Teheran alcune centinaia di giovani estremisti hanno lanciato sassi contro l’ambasciata danese, protetta da un alto muro di cinta. Poi i manifestanti si sono diretti verso due nuovi obiettivi: prima l’ambasciata inglese, bersagliata di sassi, poi quella francese, contro cui hanno lanciato bombe molotov. Durante la preghiera l’ayatollah Ahmed Khatami ha definito «santa rabbia» le proteste per le vignette su Maometto. L’autorità religiosa aveva però invitato a «non attaccare le ambasciate», sostenendo che i Paesi stranieri «non aspettano altro per dimostrarsi innocenti». L’ex ambasciatore della Repubblica islamica in Australia, Mohammad Hassan Ghadiri Abyaneh, è invece tornato ad attaccare il quotidiano torinese La Stampa. Secondo il «diplomatico» bisogna «impedire l’ingresso in Iran ai giornalisti del quotidiano italiano, di proprietà del gruppo industriale Fiat, e ai sionisti».
Anche in Egitto migliaia di islamici sono scesi in piazza, mobilitati dai Fratelli musulmani. La polizia è intervenuta per disperdere la folla con idranti e gas lacrimogeni. Fuori dalla moschea Al Azhar del Cairo un migliaio di persone urlava: «Osama bin Laden, fai saltare in aria Copenaghen», ma non mancavano slogan contro il presidente egiziano Hosni Mubarak. Il governo ha deciso di mettere al bando i settimanali tedeschi Der Spiegel e Focus, perché contenenti fotografie relative alle vignette considerate oltraggiose.
Ad Amman circa 10mila persone sono sfilate nel centro città per protestare contro le caricature. Alla testa del corteo c’era Ibrahim Ghisha, del movimento estremista palestinese di Hamas, e Mustafa Mansur, del Fronte del Lavoro islamico, costola giordana dei Fratelli Musulmani.
Migliaia di persone hanno protestato in India, Pakistan, Bangladesh, Kenia. A Istanbul sono sfilati duemila islamici, come in altre capitali europee, scandendo slogan contro Copenaghen e Israele. Manifestazioni pacifiche anche nei Balcani, in Macedonia e nella Serbia-Montenegro.