Vendita degli immobili, salta il consiglio La maggioranza detta le sue condizioni

Manca il numero legale. Palmeri (Fi): «Sì al piano della giunta se tutela i ceti medi, più alloggi da assegnare subito»

Chiara Campo

La vendita delle case comunali di piazzale Dateo, via Cicco Simonetta e Cesariano diventa una corsa a ostacoli. Ieri in consiglio comunale è mancato il numero legale. Ventinove presenze, di cui due nei banchi del centrosinistra, l’opposizione che è uscita dall’aula e ha fatto la fortuna dei consiglieri di centrodestra, che arrivavano all’appello dopo una movimentata riunione di maggioranza. «Per fortuna è saltata la seduta, non eravamo pronti a discutere in aula», ammette il capogruppo di Alleanza Nazionale Stefano Di Martino. Lo scontro è tra giunta e consiglieri della Cdl. La prima delibera prevede la vendita in blocco dei 45 alloggi di via Cicco Simonetta e Cesariano, per completarne 159 al momento inagibili. I lavori partirebbero la prossima primavera e per consegnare le prime chiavi agli sfrattati in attesa di casa ci vorrebbe almeno un anno. Troppo in là, secondo i consiglieri, che vorrebbero gli inquilini dentro agli alloggi già in primavera. Con la seconda delibera si metterebbe in vendita lo stabile di piazzale Dateo, che conta 157 appartamenti, per acquisire subito 127 appartamenti negli stabili Aler di via Pompeo Leoni e Rubattino, e altri 86 - in un secondo stabile di via Rubattino e in viale Zama -, disponibili solo tra 2006 e 2007. Ancora una volta, come contestano i consiglieri della Cdl, tempi lunghi e poche case pronte da assegnare immediatamente. Ma l’Aler, con una lettera, ha già chiesto al Comune di stringere i tempi, o a partire da gennaio dovrà mettere sul mercato quegli immobili che Palazzo Marino intende acquisire, a canone bloccato, con la dismissione di piazzale Dateo.
«Indietro non si torna», è certo il vicesindaco Riccardo De Corato. Ma il capogruppo di Forza Italia Manfredi Palmeri anticipa che «così come sono, le delibere non possono essere votate. L’obiettivo della Cdl resta quello di vendere, ma dobbiamo acquisire ulteriori elementi tecnici utili per definire un piano d’investimenti e preparare gli emendamenti che ci consentano di approvare il documento. Non vogliamo diminuire gli investimenti in edilizia residenziale pubblica, ma neanche penalizzare eccessivamente le classi medie».
Si cercano soluzioni, insomma, perché accanto a over 65 e famiglie con disabili, che avrebbero la priorità nell’assegnazione degli alloggi, altre categorie possano essere avvantaggiate. Di Martino ammette, «siamo ancora in alto mare», e insiste sulla «necessità di avere più alloggi immediatamente disponibili, e tempi brevi per le ristrutturazioni». Spunta anche l’ipotesi della vendita non più in blocco, ma frazionata, degli alloggi di piazzale Dateo, ma il capodelegazione di Fi Bruno Simini ritiene che «non ci siano i tempi tecnici». L’assessore al Demanio Diego Sanavio aggiunge che alla Lega «rimangono perplessità legate alla destinazione degli alloggi. Ma evidentemente tutto il consiglio ha ancora molto da verificare». Domani nuova riunione della maggioranza a Palazzo Marino, per cercare di arrivare compatti in aula.