In vendita la pillola «razziale» che curerà il cuore dei neri

La Food and Drug Administration ha autorizzato BiDil, il primo farmaco per soli pazienti afro-americani

Alessandra Lotti

da Milano

Il via libera è della Food and Drug Administration, l’ente che controlla la messa in vendita dei farmaci negli Stati Uniti. Ed è una decisione rivoluzionaria: verrà infatti messa in commercio la BiDil, la prima pillola specializzata nella cura dei cardiopatici di colore. Un’autorizzazione che è la «promessa di una medicina personalizzata», una sorta di terapia che in futuro si regolerà sempre più su basi «etniche». Una decisione, quella dell’agenzia statunitense dei medicinali, ampiamente attesa dopo un primo verdetto positivo pronunciato da un comitato di «saggi» il 16 giugno scorso mentre intorno al farmaco infuriavano da anni polemiche. Secondo quanto pubblicato dal New York Times questa medicina, dopo essere stata bocciata dalla Food and Drug Administration nel 1997 per l’incompletezza degli studi presentati a suo sostegno, avrebbe passato l’ennesimo esame proprio perché forte di nuove sperimentazioni su pazienti di colore. Quindi un farmaco testato soltanto sugli afro-americani, che conseguentemente dovrebbe essere somministrato soltanto agli appartenenti a questo gruppo razziale.
A dare queste specifiche indicazioni d’uso è stata una stessa commissione della Food and Drug Administration: tutti i nove membri hanno votato a favore dell’approvazione del farmaco, aggiungendo inoltre che sull’etichetta della confezione dovrà essere necessariamente indicato che BiDil è per tutti coloro che si identificano come afro-americani. Le perplessità ovviamente non mancano e tengono banco da giorni sui grandi quotidiani d’oltreoceano. Come ad esempio, ci si chiede, stabilire precisamente chi rientra nella categoria degli afro-americani? Il fronte delle polemiche non ha risparmiato nemmeno la categoria dei medici, che si è spaccata sulla decisione di aprire la strada a una vera e propria «medicina razziale». Avverte il dottor David Magnus, direttore del Centro etico biomedico di Stanford: «Esistono numerosi esperti che affermano che la distinzione di categorie razziali potrebbe non avere senso che secondo criteri sociali e non biologici. Inoltre, basare decisioni mediche su queste categorie può essere problematico».
Ma secondo la Fda, che si basa sui primi test della BiDil, il medicinale procura beneficio ai pazienti neri e non al resto della popolazione. «Le informazioni fornite hanno chiaramente dimostrato che le persone di colore affette da problemi cardiaci hanno ora una opzione supplementare ed efficace per curarsi» ha dichiarato Robert Temple, uno dei responsabili dell’agenzia americana dei farmaci. Che aggiunge: «Noi speriamo di scoprire in futuro caratteristiche che permettano di individuare persone di non importa quale razza suscettibili di essere aiutati dalla pillola BiDil». Un rapporto presentato negli anni scorsi dalla casa produttrice del farmaco, la società Nitromed, aveva dimostrato che il BiDil somministrato a 1.050 afro-americani affetti da insufficienza cardiaca aveva permesso di ridurre in modo significativo i decessi e i ricoveri. Di qui il cambio di orientamento della Fda e il via libera alla prima pillola salva cuore che guarda al colore della pelle.

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