Vendita Sea, in Comune parte la maratona

Ora la perizia di Mediobanca c’è. Manca solo il via libera del consiglio comunale. Solo si fa per dire, dato che il passaggio in aula dovrà fare i conti con le barricate del centrosinistra. Gabriele Albertini l’aveva promesso nel suo programma elettorale e, con la cessione del 33 per cento della Sea, porta a termine il progetto di privatizzazione delle aziende municipalizzate.
Oggi in consiglio comunale parte la maratona per cedere una fetta della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Prevedibile una discussione fiume per una delibera, già approvata dalla giunta, che ha nel suo dna i geni della rissa. Nella sua storia, infatti, infiniti sono i contrasti tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dello stesso centrodestra impegnato nel difficile varo. È prevedibile che così sarà anche in questo rettilineo finale che dovrebbe portare alla dismissione. «Entro fine anno», le parole del sindaco Albertini in bilico tra l’augurio e il compito in classe per i consiglieri del centrodestra.
Di sicuro, al momento, c’è che la base d’asta è posta a 600 milioni di euro, come fissato dalla perizia richiesta a Mediobanca. Un importo che sarà, spiega Albertini, «non il valore di cessione della quota di capitale posta in vendita, bensì il punto di riferimento dal quale partire per la procedura competitiva che prevede la possibilità di eventuali rilanci». Tutti soldi da reinvestire nella «progettazione esecutiva e definitiva di grandi opere pubbliche», ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato. Lo Scolmatore di Niguarda (68 milioni di euro), la Città delle culture (52 milioni) le linee della metropolitana 4 (800 milioni) e 5 (491 milioni), la riqualificazione di intere piazze come Piazza Ohm (5 milioni), l’ampliamento e la riqualificazione del Parco Forlanini (16 milioni). «Solo alcune - commenta De Corato - tra le più grandi opere che la città aspetta da tempo. Entro la fine del 2005 procederemo all’assegnazione degli incarichi esecutivi e consegneremo al prossimo sindaco e alla prossima giunta un lavoro già avviato per queste grandi opere pubbliche che richiedono tempi lunghissimi».
«La perizia di Mediobanca - spiega Carlo Masseroli (Fi), presidente della commissione Bilancio e privatizzazioni - elimina ogni perplessità legata alla valutazione. Per cui avanti veloci, bisogna vendere il più in fretta possibile». E per questo già annuncia la sua richiesta che i consigli della prossima settimana vadano avanti a oltranza. «Bisogna assolutamente mettere nel bilancio di quest’anno i soldi della cessione e questa vendita è assolutamente necessaria anche per lo sviluppo della società».
A dir poco perplessa l’opposizione. «Vediamo se la maggioranza è compatta - lancia la sfida il capogruppo Ds Emanuele Fiano -. Mi sembra piuttosto spappolata. Noi e la Margherita preferiremmo una vendita all’azionariato diffuso, cedere un blocco del 33 per cento è un modo per diminuire il potere di governo del pubblico nell’azienda. E anche la lettura della situazione che ha fatto Mediobanca non è del tutto chiara. Ovvio che se entra un socio importante il rischio è lo smantellamento delle attività di handling, il ramo d’azienda con più problemi. Sulla vicenda si può ragionare, ma la liberalizzazione selvaggia del settore non ci soddisfa. Per questo voteremo contro. Ci sembra anche scorretto che Albertini proceda a un intervento così importante negli ultimi mesi del suo mandato. Non è giusto incassare soldi che non saranno spesi da questa giunta». Critico anche Andrea Fanzago. «Com’è possibile - attacca il capogruppo della Margherita - che l’aeroporto di Budapest sia stato recentemente venduto a una somma superiore a quella attribuita a Sea che gestisce due aeroporti?».