Vendite di Natale, il calo deprime anche Wall Street

Commercianti tiepidi negli Usa: affari saliti del 3,6% (nel 2005 erano cresciuti dell’8%). Ma on line è boom: più 22,4%. Tengono anche gli acquisti di lusso (+7%)

Milano - In Italia manderebbe i commercianti in estasi, negli Stati Uniti piangono miseria: «solo» il 3,6% in più di vendite natalizie rispetto al 2006, il risultato più basso degli ultimi quattro anni. Nel 2005 la crescita degli affari era stata dell’8%, nel 2006 era frenata al 6,6%, quest’anno è andata peggio. Un rialzo sotto le previsioni, che davano un incremento tra il 3,5% e il 4,5%. Tra l’altro, se si escludono le vendite di benzina, l’incremento degli affari natalizi è stato solo del 2,4%. Decisamente poco per gli standard americani. E anche Target, uno dei maggiori canali della grande distribuzione, ha segnalato una flessione delle vendite dell’1%, contro una previsione di crescita del 5 per cento. Così i titoli della grande distribuzione ieri hanno accusato il colpo, sia pure con perdite limitate: a Wall Street a metà seduta Macy’s, Dillard, Wal Mart erano tutti in negativo, anche se in leggera ripresa in una Borsa contrastata e con scarsi scambi.
A fare i conti in tasca ai consumatori americani è stata Master Card, attraverso la società di ricerca controllata MasterCard SpendingPulse: nel periodo tra la Festa del Ringraziamento, lo scorso 23 novembre, e il 24 dicembre, le vendite al dettaglio (escluse quelle delle automobili) sono salite appunto del 3,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’analisi di SpendingPulse ha preso in esame come campione gli acquisti di più di trecento milioni di consumatori che utilizzano carte di debito e credito del gruppo Master Card.

Il settore del lusso ha però visto le vendite balzare del 7,1%, grazie anche alla forte domanda di cappotti «trench» di Marc Jacobs, venduti per 600 dollari, o alla scarpe firmate di Christian Louboutin, al modico prezzo di 800 dollari. Bene anche gli affari nel settore dei prodotti elettronici. Il mercato dei videogiochi è cresciuto a novembre negli Usa del 52%, con ricavi per 2,63 miliardi di dollari. Male, invece, la domanda di gioielli e abbigliamento femminile, scesa addirittura del 2,4 per cento. Bene gli acquisti di abbigliamento maschile, saliti del 2,3%. A conti fatti l’abbigliamento mostra un segno positivo ed è salito comunque dell’1,4%, meno però dell’intera media degli affari natalizi.

Il futuro è on line, sembrano infine dire i conteggi di Master Card: le vendite grazie a Internet sono salite del 22,4 per cento. Quasi un quarto in più rispetto all’anno precedente.

Che dire? Semplicemente che la crisi dei mutui americani sta facendo sentire i suoi effetti, più di quanto si attendessero gli esperti di mercato. Che come al solito i beni di lusso non risentono delle frenate dell’economia. E che nei momenti difficili vende chi sa offrire qualcosa di nuovo, se non nel prodotto, almeno nel modo di venderlo. E questo spiega il successo delle vendite on line: tra una cliccata e l’altra, gli americani si sono lasciati sedurre dall’ondata di offerte che è piovuta loro sul video.