Vendola ascolti i suoi cittadini La sanità in Puglia è in coma

Di malasanità non morirà più nessuno! Parola di Livia Turco. Una così enfatica e impegnativa dichiarazione da parte di un ministro deve avere solide basi (se non altro per evitare che l'elenco dei menagramo si allunghi). Dubito, purtroppo, che questo possa accadere perché dubito della solidità delle basi che reggono una tale affermazione. Del Policlinico di Roma tutto si è detto e si è visto, ma vi posso garantire che, purtroppo, in giro c'è pure di peggio. A Brindisi, per esempio, non viene autorizzata, dalla Regione, l'apertura di una nuova sala in neurochirurgia, eppure le richieste d'intervento riguardano 800 pazienti. A Taranto i sindacati, cioè la stessa macchina organizzativa che ha sostenuto la campagna elettorale di Vendola, denunciano «gestioni organizzative sconclusionate e nocive», «assenza di trasparenza degli atti», insomma, dicono sempre i sindacati, «un grande bluff».
Bluff perché sulle demagogiche bugie della salute gratuita e per tutti, il comunista Vendola ha costruito la sua ascesa al potere, peccato che i sindacati lo scoprano solo adesso. Sempre a Taranto, all'ospedale Moscati il pronto soccorso è stato spostato ben quattro volte. Non oso immaginare con quali costi! Invece so bene che ogni cittadino pugliese deve sorbirsi un aumento di 10 euro sulle visite specialistiche. Questo sempre perché il presidente della regione fa parte della banda dei tassatori che hanno nello slogan «anche i ricchi piangano» la loro linea guida. Infatti, le astanterie degli ospedali sono zeppe di benestanti e agiati signori.
Il mix demagogia e odio di classe trova in questa regione la sua massima espressione. Siccome Vendola e i suoi sono i difensori dei lavoratori e della occupazione, il concorso per l'assunzione di nuovi infermieri viene rimandato da mese in mese, con buona pace del reddito dei lavoratori ma soprattutto della efficacia della assistenza pubblica pugliese. Eppure, al Sud la domanda infermieristica è alta, perfettamente speculare all'esigenza di dare al nostro paese, un rapporto medio tra assistente e assistito almeno decente. In Europa il rapporto abitanti infermieri è quasi sette per mille, in Italia arriva a uno stentato 5,4. Eppure di tutto questo non si parla, viene tenuto gelosamente nascosto dalla maggioranza che governa la regione Puglia.
Nessuno sa, infatti, che, sempre a Taranto, gli addetti al 118 devono fornire assistenza terapeutica nelle postazioni di pronto soccorso e contemporaneamente rispondere alle chiamate d'emergenza. Insomma una specie di «Er» al contrario, laddove nel nosocomio americano ti danno accoglienza e assistenza a Taranto, invece, rischi di essere mollato nel bel mezzo di una terapia perché l'infermiere che ti sta assistendo è costretto a correre, a sirene spiegate, ad accudire qualche povero disgraziato bisognoso di cure. E i ricchi continuano a piangere.
Eppure l'attuale sottosegretario alla sanità, Senatore Gaglione, quando stava all'opposizione, passava le sue giornate ad addossare tutti i guai della sanità pubblica all'allora governatore Fitto. E adesso? E adesso dovrebbe sapere che all'ospedale Perrino di Brindisi non ci sono posti in geriatria e medicina, mentre, guarda il caso, in altre zone della provincia brindisina, dove si voterà in aprile e dove hanno la residenza avita alcuni consiglieri di maggioranza, si aprono e si chiudono reparti, si sperimentano day hospital. Riordino ospedaliero o delle clientele?
Nel frattempo però l'amministrazione vigila attenta (si fa per dire), contro gli sprechi e assume un consulente, a 50.000 euro, per controllare le consulenze. Chissà se controlla anche la sua?
*Onorevole di Forza Italia