Vendola attacca la sinistra:"Per non perdere le elezionisi sono venduti l'anima"

Vendola si scaglia contro l'immobilismo della sinistra, denunciando la sua lontananza dai lavoratori e individua nel Sel la vera forza di cambiamento

Il leader di Sel, Nichi Vendola, durante un incontro organizzato dal partito al Teatro Parenti di Milano, non si lascia scappare l'occasione per un attacco frontale alla sinistra, costretta nel suo immobilismo, incapace di fare quello che le viene chiesto perché ha già "venduto l'anima in cambio di qualche voto".

Non commenta le tensioni sotto gli occhi di tutti tra il sindaco di Milano, suo compagno di partito, Giuliano Pisapia e l'assessore alla Cultura Stefano Boeri, ma sottolinea invece come senta "un'aria diversa" dopo le amministrative milanesi. Un'aria di cambiamento che di certo non dipende dal Pd, perché "fosse stato per la modalità di Veltroni di ragionare avremmo Letizia Moratti sindaco a vita". E quindi, ribadisce Nichi, la capacità di cambiamento a sinistra non starebbe tanto nel Pd, ma piuttosto nel Sel, come si è visto dalle ultime comunali milanesi e dalla sua vittoria in Puglia. E conclude, con la sua solita prosopopea: "Credo che la giunta Pisapia davvero rappresenti la fuoriuscita da una lunga storia di avvitamento affaristico e di provincialismo".

E il perché il cambiamento non sia del Pd è presto detto. Il pd non rappresenta più la sinistra, non ha "avuto il coraggio di sostenere i lavoratori che oggi sono lasciati soli dal governo", ha preferito invece "perdere l'anima", venderla. Per fortuna che c'è lui, che "non si genuflette al Dio denaro e ai suoi adepti".