Vendola e De Magistrissono sempre più uniti per fare le scarpe al Pd

Dopo l'assemblea di Sel a Roma, i due si ritrovano a Napoli. Con loro Pisapia, Emiliano, Zedda, Zingaretti. Si gettano le basi per il polo di governo alternativo al Pd?

Si riuniscono, fanno proseliti, cercano di accaparrarsi pezzi importanti del partito di Bersani e ne adulano altri. Vendola e De Magistris fanno sul serio. O almeno ci provano. Mettono le mani avanti e lavorano al progetto (minacciato) di creazione di un polo alternativo al Pd, nel caso via del Nazareno dovesse spostare il suo baricentro al centro, in direzione Terzo Polo. 

"Io non lancio aut aut, sono molto rispettoso verso il Pd, ma se la prospettiva di un nuovo Ulivo di cui ha parlato Bersani non c’è più perché c’è una svolta a destra, noi saremo competitivi con il Pd in maniera virulenta. Parleremo al suo popolo dal momento che gli stati maggiori si possono anche dividere, ma il popolo di centrosinistra è uno soltanto e ha più volte dimostrato che vuole un cambiamento", aveva tuonato Vendola sulle colonne del quotidiano dell'Unità, nemmeno due settimane fa.

Alla sua minaccia, aveva fatto seguito l'assemblea nazionale organizzata da Sel il 22 gennaio a Roma e a cui presero parte Pisapia, Landini, De Magistris, Michele Emiliano. Oggi, è la volta di Napoli e di De Magistris. Che ha organizzato il “Forum dei comuni per i beni comuni”. Una giornata di dibattiti, moderati dal direttore del Manifesto Norma Rangeri.

Chi saranno i partecipanti? Più o meno gli stessi dell'assemblea capitolina di Sel. Dall'immancabile governatore della Puglia Nichi Vendola a Pisapia, dal sindaco di Cagliari, Emiliano Zedda a quello di Bari, Michele Emiliano, passando per il primo cittadino di Bologna Virgilio Merola e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

Ci sono i sindaci "anti Pd", ma anche esponenti dello stesso partito di Bersani. Lo scopo del consesso napoletano ha un duplice scopo: a De Magistris serve a rinsaldare la rete dei sindaci e degli amministratori locali, in vista del lancio di un movimento su scala nazionale. Ma serve anche a ripulire la sua immagine, intaccatta nell'ultimo periodo dalle polemiche sull'addio di Raphael Rossi (esperto di emergenza rifiuti, ora assunto a Foggia, nel territorio vendoliano) e di Roberto Vecchioni (dopo le critiche sul suo lauto compenso) e sul rinvio a giudizio per concorso in abuso d'ufficio relativo all'inchiesta di Why Not.

Ma dietro a tutto questo, si cela il fine primario: rinsaldare l'asse Idv-Sel e attirare verso il nuovo progetto quei pezzi del Partito democratico che non condividono gli ultimi movimenti di Bersani verso il Terzo Polo e la cieca fiducia nei confronti del governo Monti. Insomma, è la costruzione delle fondamenta di quel polo di governo alternativo paventato e minacciato da Vendola.

E anche se nei giorni scorsi Bersani ha mostrato segnali di apertura, affermando che "questo passaggio è un banco di prova, ognuno ha la sua voce e io non mai creduto che ci debba essere solo la nostra, ma dire che viene prima di tutto l'Italia non deve valere solo per me", al momento Vendola e De Magistris preferiscono gettare le basi e sondare il terreno. Per tornare indietro poi c'è sempre tempo.