«Vendola ha deluso aria di ribaltone»

Gabriele Villa

nostro inviato a Bari

L’esperimento-pilota dello scrutinio elettronico, gli equilibri delicati di uno spicchio d’Italia che esprime al meglio, da sempre, tutte le contraddizioni del Mezzogiorno: mai come in queste elezioni politiche la Puglia e i pugliesi si sentono gli occhi addosso. Sorvegliati speciali che possono fare la differenza nello scacchiere geopolitico del nuovo Parlamento destinato a formarsi dopo il verdetto di questa sera. Le sciabolate d’aria gelida che, nella giornata tersa, il vento infila sul lungomare imperatore Augusto, spazzano i tarocchi dei cartomanti di piazza Mercantile. Per qualcuno come il presidente dei Ds Massimo D’Alema, che qui gioca in casa, il voto sembra legato con la nostalgia di un che di archeologico, visto che arriva al seggio di via Melo, nel quartiere Murat, dopo una gita in bicicletta tra gli scavi di Egnathia, località del Brindisino ad una cinquantina di chilometri da Bari. Altri, invece, come il coordinatore pugliese di Forza Italia, nonché ex presidente della Regione, Raffaele Fitto, che l’anno scorso, di questi tempi ha dovuto cedere il governo della Puglia per una manciata di voti al rampollo bertinottiano, Nichi Vendola, hanno ben altre sensazioni. E le ha espresse venerdì sera a chiusura della campagna elettorale: «Sono convinto che il lavoro svolto da un anno a questa parte grazie alla forza trainante del motore azzurro - ha dichiarato Fitto, che ieri ha votato nella sua Maglie - ci premierà: la Puglia tornerà alla Casa delle Libertà e Forza Italia ribadirà il suo primato».
Convinzioni che sembrano trovar fondamento in quelle ventiduemila persone che hanno affollato Piazza Prefettura per la manifestazione di Forza Italia cui ha partecipato il premier Silvio Berlusconi. «Mancano pochi giorni - aveva detto quella sera Berlusconi - usateli bene, non dobbiamo più distrarci. Qui avete regalato ai signori della sinistra Comune, Provincia e Regione. Avremo fatto errori - ha ammesso Berlusconi - ma abbiamo però fatto più riforme di chiunque altro, garantito stabilità di governo, acquisito credibilità internazionale, accresciuto le spese sociali, contenuto l’immigrazione». E, puntualmente, i battimani sono scrosciati in questa terra che ha vissuto abbondantemente le tragedie degli sbarchi clandestini. Sorprendente accoglienza, dunque. Per la quale il vice coordinatore nazionale di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, si è sentito poi in dovere di ringraziare: «La Puglia per noi è una regione di verifica, ci sentiamo di poter dire che dalla Puglia arriverà un risultato di rivincita dopo le elezioni regionali dell’anno scorso. Noi siamo sempre cauti, ma ci sembra che qualcosa di profondo si sta muovendo e che l’elettorato moderato e popolare sta comprendendo quale è la posta in gioco in termini di libertà e pressione fiscale». D’altra parte bisogna ammettere che il pacco, anzi il pacchetto, quelli di Forza Italia l’hanno confezionato bene durante la campagna elettorale a Nichi Vendola e ai suoi soci del caravanserraglio rosso. Il facsimile di una scatola di medicinali sulla quale spiccava un timbro: Scaduto. La scatola conteneva simbolicamente la più clamorosa promessa non mantenuta del giovane governatore ovvero l’abolizione, per tutti i pugliesi, del ticket sanitario. Distribuita ad ogni angolo, sui lungomare, in città vecchia, come nei gazebo di corso Vittorio Emanuele, è servita se non altro a far riflettere se sia stato davvero conveniente «regalare» alla sinistra, sia pure per una manciata di voti, una regione storicamente di centrodestra. Figuriamoci adesso che il confronto è per dirigere un Paese.