Vendola: "Nessun patto di Sel con i black bloc" Poi fa la corte a Casini: "Simpatico e intelligente"

Il leader di Sel respinge le voci di un presunto patto tra il suo partito e parti del movimento antagonista per ottenere qualche seggio parlamentare e poi prova ad adulare il leader dell'Udc: "E' una persona molto simpatica e
intelligente. Mi piace discutere con lui ma bisogna capire se siamo in grado di condividere una certa idea dell’Italia"

Dal teppismo dei black bloc al tentativo di ammicamento del moderato Casini. Nichi Vendola, ospite di Radio anch'io, è un fiume in piena e in primis respinge al mittente le accuse di un presunto patto siglato da una parte dei leader del movimento antagonista per ottenere qualche seggio parlamentare alle prossime elezioni nelle liste di Sinistra ecologia e libertà.

"Questa rappresentazione caricaturale - ha detto Vendola - è veramente incredibile. Io discuto, come è ovvio, con le ragioni degli indignati, discuto con il mondo dei movimenti sociali, mi sono confrontato sul tema della difesa dei beni comuni a partire dall’acqua. Con loro ho sempre parlato di non violenza e continuerò ma questo non significa che sto proponendo posti in Parlamento o mercanteggiamento. C’è qualcuno che pensa che il mondo sia abitato solo da prototipi umani di Scilipoti. Per me è importante come il movimento incontra la politica perché se non la incontra rischia di produrre frustrazione".

Dagli argomenti scottanti si passa poi alla politica e a quel rapporto difficile e contrastato con Pier Ferdinando Casini. Nichi prova ad adularlo, ma senza darlo troppo a vedere. "Casini è una persona molto simpatica e intelligente. Mi piace molto discutere con lui ma bisogna capire se siamo in grado di condividere una certa idea dell’Italia". Ecco, forse sta proprio lì il problema. Far collimare le idee e le progettualità politiche di una partito come Sel con l'Udc non è impresa da poco.
Ma Vendola non si perde d'animo e continua: "Bisogna capire se siamo convinti che bisogna lottare per porre regole ai mercati finanziari e dare valore al lavoro, se siamo in grado di garantire l’evoluzione dei costumi anche attraverso una legislazione che fa i conti con i nuovi diritti di cittadinanza. Piuttosto che definire in astratto alleanze e giri di compagnia insomma bisogna discutere dell’Italia e dell’Europa. Io un segnale di dialogo l’ho lanciato da anni. Casini sa che nei confronti del suo partito c’è un’attenzione permanente in Puglia, tante proposte dell’Udc sono state accolte e l’attenzione è totale. Il problema non è solo allargare il giro delle alleanze politiche ma capire se noi come coalizione siamo in grado di scrivere un patto con una nuova generazione".

Eppure a Vasto, la fotografia che campeggiava ritraeve il trio Vendola, Di Pietro e Bersani. Nemmeno l'ombra di Casini, definito "escort della politica" dal leader dell'Idv. Ma Vendola ha una spiegazione anche per questo: "La fotografia di Vasto non chiude il recinto della coalizione ma apre un percorso tra Pd, Idv e Sel. Quanto prima chiuderemo con un’agenda di lavoro un’intesa tra di noi quanto prima possiamo aprire un cantiere per l’alternativa al berlusconismo, un cantiere aperto a chiunque voglia portare arricchimento al programma". Insomma, all'interno del recinto politico c'è spazio per tutti gli anti Cav. Anche per Casini.