Vendola rimane single:appello a Pd e Idvper evitare il divorzio

Nichi resta fuori dalla partita: scema la speranza del voto anticipato e si rinforza la cotta del centrosinistra per il governo Monti. E il patto di Vasto? Non vale già più nulla

Da una parte la deluscione per la ricetta di rilancio esposta dal neo premier Mario Monti, dall'altra il timore che il patto di Vasto con pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro venga buttato a mare. Il leader del Sel, Nichi Vendola, resta fuori dalla partita. Scema la speranza delle elezioni anticipati e si rinforza l'innamoramento del centrosinistra per i banchieri del nuovo governo. Una love story che potrebbe finire dall'oggi al domani, ma che rischia di minare il triangolo amoroso sancito settimane fa a Vasto.

Nato il governo Monti verso il quale il Sel si è da subito posto in maniera piuttosto critica, il governatore della Puglia tenta di riacciuffare gli alleati. Ma il nuovo Ulivo sembra già appassito. La coalizione soffre. Mentre Di Pietro è rientrato in carreggiata e ha promesso (con tutti i vari distinguo) l'appoggio a Monti rinsaldando il legame con i Democratici, Vendola è all'angolo. Estraneo dal dibattito parlamentare, inutile nelle dinamiche di coalizione e solitario (a sinistra) a chiedere le urne, il leader del Sel vorrebbe far osservare un "vincolo di lealtà" a Democratici e dipietristi. Ed è per questo che, incontrando i giornalisti dopo la riunione della direzione di Sel a Roma, Vendola ha sottolineato che oggi più che mai "sarebbe un delitto archiviare Vasto". Per Vendola l’intesa su un’alleanza futura trovata in occasione del congresso Idv resta un punto fisso per la sua strategia politica. Deve essere rimasto un passo indietro. Perché, in un momento di tale incertezza, anche il rottamatore Matteo Renzi ha (per ora) rimandato l'abbattimento dell'establishment democratico. Della serie: ripasso più tardi perché adesso non è il momento.

Si naviga a vista, insomma. Non per Vendola che vorrebbe una certezza in più. "Oggi è il tempo della quaresima tecnocratica - ha spiegato il leader del Sel - prima o poi dovrà risorgere la politica, noi vogliamo farla risorgere". Per Vendola, il rischio vero è che col passare del tempo "la parola crisi e la parola destra si separeranno". "Oggi - ha continuato Vendola - se si votasse, sarebbe netto il giudizio sulle responsabilità della destra nella crisi, domani non si sa". Proprio per questa, a detta del governatore della Puglia, "Berlusconi sta parlando molte lingue e sarà sempre mutante con i suoi. Da quando si è dimesso ha cambiato faccia - ha concluso - dal verdastro alla faccia di colui che sa di poter staccare la spina".