Vendola si difende: manovre contro di me

Bari. Nichi Vendola non ci sta. All’inchiesta del Giornale sugli sprechi della nuova giunta regionale pugliese risponde con un’intervista all’edizione barese del quotidiano La Repubblica, in cui dimostra di non coltivare dubbi: «Secondo lei, io devo accettare lezioni sugli sprechi? Aver portato a 14 il numero degli assessori deve costituire oggetto di dibattito? Aver creato 11 commissioni, non 24, in un Consiglio di 70 membri, deve far gridare allo scandalo? Ma per piacere. Solo l’idea è ridicola». Vendola sostiene che «qualcuno, da Bari o da Lecce, ha cercato di costruire un’operazione a tavolino usando un quotidiano come il Giornale». Ma non svela chi sia il manovratore e come abbia fatto a manovrare, tra gli altri, Piero Fassino, Cesare Salvi, Giorgio Napolitano, Emanuele Macaluso, Antonio Padellaro, Giuseppe Caldarola e Fausto Bertinotti, che hanno deplorato gli sprechi dei governatori di sinistra. Infine Vendola rivendica: «Ho eliminato il benefit assurdo dei telefonini assegnati ai consiglieri». Peccato che la decisione di togliere i cellulari ai consiglieri regionali (le telefonate erano a carico loro anche prima) sia dell’ufficio di presidenza del Consiglio, nella seduta del 1° luglio. Non del governatore, né della giunta. Vendola non c’entra niente.