Vendola si rimangia le promesse: il ticket sui farmaci non scompare

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Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

Fortunato cavallo di battaglia elettorale, l’eliminazione dei ticket farmaceutici rischia di entrare di diritto tra le promesse non mantenute della «rivoluzione gentile» di Nichi Vendola in Puglia. Quattro giorni fa è entrato in vigore il provvedimento della giunta che riscrive le regole sui ticket. Crescono le fasce di esenzione (quasi metà dei pugliesi non paga più i farmaci). Ma di cancellare «il segno di una ordinaria e sommessa barbarie» (definizione dello stesso Vendola) non se ne parla più.
Tra cancellare e ridurre c’è una bella differenza. Grida alla «beffa» l’opposizione del centrodestra. Protestano i sindacati. La Cisl liquida l’operazione come «una spolverata sommaria più che le annunciate pulizie». E la Cgil incalza il governatore: «Deve essere chiaro a Vendola che per noi i ticket vanno aboliti e per questo chiediamo una data precisa». Pretesa respinta dall’assessore alla Sanità, Alberto Tedesco: «L’abolizione totale dei ticket non è nell’agenda. Abbiamo sempre parlato di esenzione delle fasce medio-basse».
Non è vero, spiega Raffaele Fitto, ex governatore e ora coordinatore regionale di Forza Italia: «Tedesco non ricorda i manifesti, i comizi nelle piazze in campagna elettorale, il programma di Vendola pubblicato nel suo sito Internet». Fitto sta raccogliendo tutte le dichiarazioni di Vendola per trasformarle in volantini da distribuire in tutta la Puglia in un imminente «ticket day»: «È il trasformismo più becero: la promessa “toglieremo i ticket” diventa “taglieremo i ticket”».
L’equivoco resta, e a questo punto non è più solo semantico, ma politico. La tesi dell’assessore Tedesco («La nostra scelta è la più equa, perché è giusto che chi può compartecipare per reddito alla spesa farmaceutica, lo faccia») è tutt’altro che insensata, ma cozza con l’impostazione della «primavera pugliese» che aveva portato Vendola nella stanza dei bottoni. E a poco serve ricordare che la sua giunta ha allargato in modo significativo le esenzioni dal pagamento dei ticket, introdotte dallo stesso Fitto all’inizio dell’anno. Esempio: il limite di 10mila euro di reddito per famiglia è stato portato a 22mila, più mille per ogni figlio a carico.
Di sicuro c’è che ancora a giugno, declamando il suo programma davanti al Consiglio regionale, Vendola parlava di «sostanziale abolizione» dei ticket, non di abolizione tout court. Di sicuro c’è anche che dopo la vittoria elettorale, di fronte ai dubbi sulla possibilità di cancellare i ticket e perdere da un giorno all’altro entrate per circa 60 milioni di euro, se ne era uscito con una formula impegnativa: «Pagheranno solo i ricchi e i ladri».
Possibile che lo siano due milioni di pugliesi?
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it