Vendola: "A sinistra sindrome del conte Ugolino Fini è contraddittorio, ha paura del voto"

Il leader di Sel attacca: "A sinistra da troppo tempo c'é una sorta di conte Ugolino che tende a divorare tutto ciò che incontra per strada". Poi aggiunge: "Le primarie sono necessarie e il popolo di centrosinistra le vede come
uno strumento fondamentale per rivitalizzare la coalizione, servono per giocare la politica all'aria aperta". Critiche al leader di Fli

Roma - "A sinistra da troppo tempo c'é una sorta di conte Ugolino che tende a divorare tutto ciò che incontra per strada". Lo sostiene il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, a Sky Tg 24, rispondendo a una domanda della Latella se anche a sinistra c'é una guerra per bande come nel centrodestra e se si può parlare di una "questione psicanalitica" per i contrasti tra i leader della sinistra. Secondo Vendola "guerra per bande e questione psicanalitica non sono sovrapponibili" perché "a sinistra è una questione di contrasti" tra strategie politiche e non c'é una guerra per bande sul potere e gli affari. "E' difficile - sottolinea il leader di Sel - convivere in una casa comune plurale dove la diversità non sia considerata una minaccia, un pericolo, ma una forma di arricchimento".

"Le primarie sono necessarie e il popolo di centrosinistra le vede come uno strumento fondamentale per rivitalizzare la coalizione" dice il leader di Sel, riferendosi alle primarie di coalizione per individuare il candidato del centrosinistra in caso di elezioni anticipate. "Le primarie servono per giocare la politica all'aria aperta". 

Vendola, ritiene che le elezioni anticipate siano lo sbocco naturale della crisi politica. "Siamo ad un punto - dice a Sky Tg 24 - talmente brutto e putrefatto che le elezioni sono una fatalità. In questa situazione - sostiene Vendola - il voto è una questione di igiene politico-istituzionale".

Poi l'affondo contro Gianfranco Fini che per Vendola vive una discreta contraddizione tra orizzonte strategico e questioni tattiche. Vorrebbe più tempo per mettere in sicurezza il suo gruppo per poter completare la rottura con il Pdl". Questa l'analisi del leader di Sel, sul richiamo al senso di responsabilità che il leader di Fli ha fatto giovedì scorso quando Vendola era ancora in California. "Fini - sostiene Vendola - teme che il precipizio verso il voto possa non dargli un salvagente abbastanza robusto". Il leader di Sel, comunque, riconosce nel presidente della Camera "l'intenzione di dar vita ad una destra moderata, laica, non populista e sudamericana, come quella che è al potere".