Venduti come giocattoli, ma erano pesci vivi

MilanoForse la loro fortuna è dovuta a un racconto dell’orrore per ragazzi scritto da Robert Lawrence Stine dove si narra di un giovanissimo che ordina via posta uova di «scimmie acquatiche». Le fa schiudere, le nutre e le fa crescere. Un po’ troppo però, visto che assumono proporzione gigantesche e attaccano l’incauto giovane. Magari non era proprio per questo che i carabinieri del Nas hanno sequestrato 150mila mila confezioni, valore circa un milione, di «Skifidol di mare», cioè artemia salina. Un minuscolo crostaceo, di 3-4 millimetri di lunghezza, ma sempre un animale e non un giocattolo come era di fatto venduto.
Lo «Skifidol» è ormai una sorta di «marchio di qualità» sotto il quale si trova articoli disgustosi che hanno tanto successo tra i ragazzini. All’inizio c’erano le «Skifidol puzz» figurine che, grattate, sprigionano odori nauseabondi come vomito, escrementi e uova marce. Subito seguite da «Skifidol slime», una gelatina dall’odore altrettanto disgustoso. Prodotti commercializzati dalla Gedis di Monza e oggetto tra marzo 2010 e gennaio 2011 di sequestri perché ritenuti pericolosi. La società lombarda non si è però arresa e ha messo in commercio, attraverso edicole e negozi per giocattoli, della terza generazione di «Skifidol di mare». Che altro non sono se non uova di artemia salina, o scimmia di mare, un crostaceo di pochi millimetri, i «giganti» della specie arrivano a un centimetro. Spesso usato come mangime vivo per altri pesci d’acquario, ha una caratteristica molto particolare: in casi di siccità le sue uova sono in grado di rimanere in uno stato di quiescenza anche per anni, fino a quando non si ripresentano condizioni favorevoli al loro sviluppo.
Sfruttando questa particolarità venivano vendute in confezioni comprendenti mangime e sale: messo tutto in acqua i piccoli nascevano nel giro di 24/72 ore. La pubblicità mostra gli «Skifidol» come piccoli mostri marini e su «Youtube» sono diversi i video di bambini che mostrano ai loro amici come preparare tutto e veder crescere i crostacei. Commercializzazione che però avveniva in edicole e negozi. Determinando così l’intervento del Nucleo antisofisticazione e sanità dei carabinieri: l’importazione di pesci e affini, infatti, deve avvenire sotto controllo veterinario e gli esemplari devono essere venduti solo in negozi autorizzati, come quelli di animali.
«Noi avevano ottenuto la certificazione di idoneità dall’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli» si giustifica Maurizio Corti, amministratore delegato di Gedis che comunque ha subito obbedito alle disposizioni delle autorità sanitarie. «Il provvedimento di natura amministrativa - ha aggiunto Corti - è del 26 gennaio e il giorno dopo abbiamo ritirato il prodotto e iniziato a stoccarlo. Conclusa la procedura abbiamo avvertito i carabinieri». «Effettivamente non sono stati riscontrati rischi per i consumatori - ammette il capitano Paolo Belgi dei Nas - e in futuro gli “Skifidol di mare” potrebbero anche tornare in vendita. Ma in negozi autorizzati, come quelli di animali, non certo in edicola».

In relazione all'articolo l'Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli precisa quanto segue:

Con riferimento agli articoli di stampa apparsi in data 7 luglio relativamente all’operazione di sequestro di confezioni di “Skifidol di Mare” condotta dai Nas di Milano, visti i riferimenti contenuti in tali articoli al presunto operato dell’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli (IISG), preme all’Istituto stesso smentire categoricamente talune errate informazioni.
 
Anzitutto l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli  precisa di non aver mai avuto alcun rapporto con la società Gedis, la quale, dalle notizie apparse sugli organi di stampa, risulterebbe essere la destinataria del provvedimento di sequestro eseguito dai Nas.
 
In secondo luogo, l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli puntualizza di non aver mai effettuato alcuna valutazione, nell’interesse di alcuno, atta a supportare la classificazione delle “Scimmie di mare” come giocattolo, tantomeno rilasciando certificazioni in tal senso.
 
Rispetto al prodotto in questione l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli ha svolto in passato unicamente attività di prova e di analisi relative a specifici profili attinenti alla sicurezza del prodotto, nell’ambito delle consuete attività di laboratorio condotte per conto della propria clientela, senza certificare la natura del prodotto quale giocattolo e/o la sua commerciabilità come tale. Inoltre le verifiche sulla sicurezza del prodotto condotte dall’Istituto non hanno riguardato in alcun modo aspetti direttamente o indirettamente concernenti la normativa in tema di pescicoltura o acquacoltura, rispetto alla quale, quindi, l’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli non è stato chiamato ad effettuare alcuna verifica né tantomeno a rilasciare alcuna certificazione di conformità.