Venduto San Siro, ora l’affare è il quarto anello

Business milionario per Comune e società dalle licenze commerciali nella struttura che sorgerà attorno allo stadio

Claudio De Carli

La giunta comunale ha approvato la delibera che prevede la cessione dei diritti di superficie per 99 anni a Inter e Milan. I termini prevedono 14 milioni cash che i due club gireranno all’amministrazione comunale, facendosi poi carico di realizzare tutti i lavori per la messa in sicurezza dello stadio secondo il decreto Pisanu e ottemperare alle disposizioni Uefa che dettano le norme per rientrare nella categoria degli stadi a cinque stelle, quelli in grado di ospitare eventi internazionali come i campionati Europei o una finale di Champions League. Questi lavori di adeguamento di San Siro sono valutati 34 milioni di euro e dovranno essere realizzati entro 5 anni. Dalla valutazione complessiva dell’impianto stimata in 68,5 milioni di euro, sono andate a scomputo le cinque giornate annuali che il Comune si è tenuto a disposizione.
«I lavori di adeguamento dello stadio ammontano a 101 milioni - ha detto il vicesindaco Riccardo De Corato - e devono iniziare subito». De Corato ha anche spiegato i motivi che hanno spinto la giunta a prendere questa decisione: «L’impianto non risponde più tecnicamente alle recenti norme per cui richiede interventi di manutenzione straordinaria per 67 milioni di euro, ai quali occorre aggiungere 34 milioni imposti dal decreto Pisanu. I tempi tecnici sono strettissimi con un ulteriore problema dato dai tagli delle ultime finanziarie».
Nell’ambito del decreto Pisanu rientrano il rifacimento della cancellata esterna, la tornellizzazione degli accessi, la nuova segnaletica all’interno dello stadio, il nuovo centro di controllo, tutti i nuovi parcheggi sia quelli sotterranei sia quelli esterni suddivisi fra le due tifoserie, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione dei servizi igienici, il rifacimento completo dell’impianto di illuminazione esterno e interno. La legge prevedeva che questi lavori fossero completati entro la stagione 2005/06, da qui le proteste di Prefetto e Questore che non accettavano più di concedere deroghe.
Al decreto si aggiungono gli interventi richiesti dall’Uefa: si tratta della sostituzione di tutti i seggiolini, la costruzione di una nuova area per i media, l’ammodernamento dei camminamenti e di nuovi spazi operativi, oltre all’impegno da parte delle due società di individuare un continuo utilizzo dello stadio nel quale si svolgono circa ottanta eventi sportivi l’anno.
Ora la delibera dovrà approdare in Consiglio per il voto. Come ha ricordato De Corato, e già anticipato Manfredi Palmeri capogruppo di Fi, nel caso la delibera non venisse approvata l’amministrazione comunale correrebbe enormi rischi: «Sarebbe praticamente impossibile effettuare i soli interventi obbligatori per legge, fra progettazioni, procedure di gara e affidamento dei lavori - ha commentato il vicesindaco -, con i due club che, se anche fossero disposti ad anticipare i 34 milioni per le opere, avrebbero diritto a spalmare questa cifra in sei anni, quindi con scadenze incompatibili con la normativa Pisanu». Col rischio di essere l’unica città metropolitana a non poter ospitare gli Europei del 2012.
Ora la partita si sposta sull’area attorno allo stadio, il sontuoso progetto del Quarto Anello, o meglio ancora il discorso apertissimo sulle licenze commerciali. Un argomento che Comune, Inter e Milan hanno particolarmente a cuore. Per l’amministrazione si tratta di realizzare una somma cospicua, attorno ai 40 milioni di euro. Per i due club invece si apre un fronte difficilmente stimabile ma di enormi potenzialità. Potranno iscrivere a bilancio lo stadio e quindi accedere a un finanziamento, ma per poter poi onorare il mutuo hanno bisogno di poderose entrate e non c’è dubbio che il progetto che ruota attorno al Meazza le consenta. Sebbene tutto questo sia ancora nell’ambito delle ipotesi in quanto, anche qualora lunedì il Consiglio approvasse la delibera, si tratta pur sempre di firmare un contratto.
Non c’è dubbio che la prossima mossa saranno le licenze: «La classica ciliegina sulla torta», ha commentato il presidente della Commissione sport giovani Alan Rizzi, che venerdì radunerà il suo gruppo per accelerare l’iter della delibera.