La venerabile marcia dell'equilibrista Berselli

È iniziata la lunga marcia di Edmondo Berselli. Una maratona riparatrice, che ci immaginiamo faticosa e irta di pericoli. Come un equilibrista, in bilico tra quel che ha scritto di cattivo e quello che dovrà scrivere di buono, l’editorialista di Repubblica e dell’Espresso sta riparando ai disastri compiuti con il suo ultimo libro sugli intelligenti d’Italia, dove ha avuto l’intemerata idea di svelare la grande farsa della cultura italica e di spernacchiare i Maestri più Venerati. Così sull’Espresso ha espiato il peccato di omessa reverenza verso quel figlio della foca che è Adriano Celentano, avventatamente definito un «reazionario». Adesso gli tocca parlare del volume Rockpolitik (Bompiani) dove Mariuccia Ciotta (della direzione del manifesto) presenta quella del molleggiato come la trasmissione più provocatoria della scorsa stagione televisiva. Imprescindibile, perciò. E Berselli mammoleggia, in verità non si rimangia quanto ha scritto, però, suvvia, insomma, Celentano sarà anche un reazionario ma è pur sempre Celentano...
E ieri un altro amaro calice, un’intera pagina di Repubblica dedicata al nuovo libro di Alessandro Baricco (le trenta puntate dei Barbari raccolte in volume), altro Venerabile sbertucciato nel libro come facitore di romanzini, raccontini, articoletti, saggini e gingilli vari, autore mediaticamente bellino, produttore di «kitsch infiocchettato in pacchetti regalo, di cheap proiettato verso l’eccelso e l’inesplicabile». Il povero Berselli sottoposto a una pena da contrappasso dantesco, costretto ad acrobazie (come lo fu Michele Serra) per non dire che trattasi di bufala: «Un saggio in progress, una riflessione d’appendice, un feuilleton saggistico, un esercizio mai tentato, sperimentale in chiave galileiana, ma anche anarchico nel metodo come Paul Feyerabend». Equilibrismi da circo Orfei, una fatica tremenda. La paginata per la verità ha il tono asettico di chi lo sta facendo per dovere. Non che questi Barbari ci piacciano. Però. Suvvia, insomma, Baricco sarà anche inconsistente ma è pur sempre Baricco...
E siamo solo all’inizio. Contriti aspettiamo le articolesse sugli altri Venerabili Maestri (o erano arbasinianamente solo dei Soliti Stronzi?) «Robberto» Benigni, Franco Battiato, Roberto Calasso, Nanni Moretti, Paolo Mieli, Alberto Arbasino e via sbertucciando.
Dura la vita dello stroncatore.
caterina.soffici@ilgiornale.it