Venerdì è un bel nome (tranne che per la famiglia Tredici)

Caro direttore, la Cassazione ha confermato il cambiamento d’ufficio del nome di battesimo imposto da una coppia di Genova al loro figlio. Il bimbo, per decisione dei giudici, non potrà chiamarsi Venerdì ma Gregorio il nome del santo festeggiato il 3 settembre giorno di nascita del bimbo. Senza successo i genitori del piccolo hanno cercato di insistere sulla legittimità della scelta del nome in quanto anche personaggi noti, come Totti e Ilary Blasi, hanno battezzato la figlia con un originale Chanel, o come Jaki Elkann e Lavinia Borromeo che hanno chiamato Oceano il loro secondogenito.
Secondo i giudici Venerdì sarebbe un nome ridicolo. La decisione fa già discutere. Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani, commenta positivamente. È giusto, secondo il legale, cambiare il nome dato dai genitori a un bambino, quando può avere effetti negativi sull’inserimento sociale dell’individuo, ricordando il caso di una signora milanese: si chiamava Vera Vacca, e ottenne di cambiare nome di battesimo. Evidentemente la Cassazione ha messo in primo piano il futuro benessere del bambino rispetto alle esigenze dei genitori.
Controcorrente, invece, il parere di un nonno direttamente coinvolto nella questione come Alain Elkann, secondo il quale «un nome originale, anche difficile da portare, può aiutare a temprare il carattere, ad avere una marcia in più. Ho due nipoti che si chiamano Oceano e Leone, e li trovo nomi straordinari». Venerdì mi sembra un bel nome, fa pensare a Robinson Crusoe. Non credo possa creare al bambino problemi con i coetanei: sarebbe così se l’avessero chiamato Venerdì 13.

In effetti s’è fatta un po’ di confusione. Un conto sono i nomi che s’abbinano in modo perverso coi cognomi. Quelli tipo: Tromba Daria, Lampa Dina, Chiappa Rosa, Felice Evacuo, Foresta Selvaggia, Scheda Bianca, Cocco Lino, Cocci Nella, Pepe Rino, Maia Lino, Panno Lino, Bianco Natale, Foglio Rosa, Franco Forte, Camera Daria, Sarai Felice, Corna Fedele, Massimo Riserbo, Massimo Ingegno o Santa Pazienza. Per punire genitori come questi, in effetti, non basterebbe la galera. Per dire: avevo una conoscente che si chiamava Pagella: come nome scelsero Scolastica. I Campo decisero spericolatamente di chiamare il figlio Santo. E un innocuo cognome come Costa divenne devastante per una bimba battezzata Smeralda. Nessuna punizione è adeguata.
Ma, lei ha ragione, quei genitori di Genova che volevano per il loro figlio il nome Venerdì non si chiamavano mica Tredici di cognome... E allora perché no? Chi decide che Venerdì non va bene? Perché Venerdì no e Domenica invece sì? Che cos’è? Una discriminazione fra i giorni? Sabato va bene, Giovedì no? E Mercoledì? Certo: si tratta di nomi inconsueti. Ma anche Asia lo è. O Artemisia o Ascenza. Chi è che decide che un nome è sufficientemente strano o no? Un giudice? A me non piacciono tanto questi giudici che decidono persino il colore delle mutande che dobbiamo indossare al mattino. Anche perché le mode cambiano, i gusti pure: una volta, per esempio, Nadia era un nome male accettato perché non era presente sul calendario. Oggi nessuno oserebbe contestarlo. Per cui ci viene da dare ragione fino in fondo al nostro lettore, che vorrebbe un figlio di nome «Venerdì» e sostiene che i nomi bizzarri sono bellissimi. Ci domandiamo solo che tortura dev’essere stata per lui chiamarsi soltanto Mario.