«Venerdì finisce l’emergenza rifiuti a Napoli»

Il Cavaliere: «Con noi il 62% degli italiani, a settembre governo più largo. Sì alle riforme, con o senza l’opposizione. Io? Sempre assolto»

da Roma

«A Napoli intendo annunciare che abbiamo risolto il problema dei rifiuti». Il premier Silvio Berlusconi nel corso dell’incontro con i deputati del Pdl nella Sala della Regina a Montecitorio, ha confermato che il Consiglio dei ministri di venerdì si riunirà nella città campana e che, a meno di due mesi dalla prima riunione nel capoluogo, si potrà considerare archiviata l’emergenza. In particolare, secondo quanto riferito dai partecipanti, il presidente avrebbe precisato che il problema verrà definitivamente risolto con discariche e termovalorizzatori.
Ma Berlusconi ieri ha voluto proiettare l’azione di governo verso il futuro dettando l’agenda politica da seguire dopo l’estate. «Faremo la riforma della giustizia e il federalismo fiscale: non per fare un favore alla Lega ma perché ne siamo convinti», avrebbe argomentato. Il presidente del Consiglio avrebbe pure espresso la volontà di organizzare un altro incontro con i deputati per spiegare le proprie traversie giudiziarie: «Sono stato vittima di un’aggressione senza precedenti, di processi che si sono tutti risolti con assoluzioni». Tesi avvalorate da un sondaggio secondo il quale su 3mila elettori del Pdl «solo il 6% ha fiducia in questa giustizia».
Accelerazione in vista anche per il ddl sulle intercettazioni. Dopo aver espresso «solidarietà» ai ministri coinvolti nel «gossip», Berlusconi ha definito la pubblicazione delle registrazioni «barbarie». Il ragionamento è semplice: «Pensate a 25mila telefonate intercettate, volete che non ce ne sia qualcuna in cui si usa un linguaggio particolare? Pensate alle telefonate fatte a mezzanotte o mezzanotte e mezza, sono situazioni vicine alla sfera onirica». La legge, perciò, deve essere tale da escludere la possibilità di intercettare per «reati contro la pubblica amministrazione» confermandone l’utilizzo per reati «delle organizzazioni terroristiche e mafiose».
Berlusconi ha tracciato anche la linea per la riforma delle leggi elettorali. «La nuova legge per le Europee è pronta, mentre per le Politiche non c’è bisogno di cambiare perché funziona benissimo», avrebbe spiegato ricordando che una modifica potrebbe riguardare il premio di maggioranza su base nazionale per il Senato. A settembre, poi, ci saranno nuovi sottosegretari ed alcuni attuali sottosegretari saranno «promossi» a viceministri. «C’è bisogno di fare uno sforzo, perché ci sono ministri che non possono essere contemporaneamente alla Camera e al Senato», ha sottolineato.
Insomma, la stagione delle riforme continuerà. Con o senza il Pd. «Il dialogo non lo meritano perché non sono in grado di darlo. Se c’è, è bene. Altrimenti andiamo avanti da soli», ha evidenziato il premier riferendosi al partito di Veltroni che «sta pagando l’alleanza con Di Pietro» e con i girotondini che hanno organizzato «una manifestazione violenta». D’altronde, per Euromedia Research la fiducia nel premier è al 62% e quella nel governo al 59.
I traguardi da raggiungere sono altri, come la creazione del Popolo delle Libertà. «Due forze politiche - ha affermato - si sono messe insieme e hanno cominciato a lavorare insieme: daremo vita al Pdl che sarà protagonista dei prossimi 50 anni della vita politica italiana». Berlusconi, che aveva iniziato l’incontro raccontando le sue ormai note barzellette, ha concluso con una strigliata ai suoi ministri, «accusati» dal capogruppo Pdl alla Camera Cicchitto di avere poca attenzione per i problemi dei parlamentari sul territorio. Pronta la replica del Cavaliere che ha promesso «una bella ramanzina ai miei ministri, è questione di buona educazione e rispetto».