Venerdì musicale in via del Campo

Stefano Bruzzone

«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori», cantava Faber. È scritto anche sulla targa all'angolo di un palazzo, poco più in là del negozio di dischi di G. Tassio, quello della chitarra presa all'asta. Via del Campo riporta inevitabilmente al cantautore genovese: tra i luoghi resi celebri dalle parole delle canzoni occupa un posto speciale nella memoria collettiva degli italiani. Dallo scorso novembre ospita un piccolo locale, un caffè: si chiama «La cattiva strada», proprio come un'altra canzone di De André. Anche l'insegna non è casuale: mezza chitarra stilizzata in nero. Un paio di lavagne appese al muro con i prezzi, cinque tavolini rotondi all'esterno sulla piazzetta, poche candele accese.
Al venerdì da qualche tempo, all'ora dell'aperitivo, un piccolo evento musicale restituisce a chi si ferma e lo riconosce, un sapore che sa d'antico, d'altri tempi, di buono. Due ragazze cantano canzoni brasiliane (e non solo), suonano chitarra, flauto, varie percussioni. Il duo, composto da Francesca Rapetti e Elena Cimarosti (musiciste piuttosto note in città, con buona esperienza su scala nazionale), ha scelto di proporsi con un nome ironico: «Bossa & basta». Il loro è un piccolo concerto praticamente per strada, sul marciapiede, con le casse posate su due sedie davanti alla serranda chiusa di un negozio. Le quinte sono un portone acceso di un bel verde alla genovese ed un negozio di frutta e verdura. Sono brave, hanno voci pulite e vivaci, suonano le canzoni della «saudade» con freschezza, giocano col pubblico e lo coinvolgono, anche chiedendo in un brano di suonare le percussioni per loro. Ciò che colpisce è la trasformazione che avviene nella piccola piazza, lo scenario che si crea e che rimanda al passato raccontato da De André.
Sparuti gruppetti di stranieri osservano fumando o bevendo birra, seduti sui gradini; qualcuno balla, altri battono la mani a tempo, un paio litigano. Dalle finestre intorno qualche testa fa capolino curiosa, insieme a pochi panni stesi; di lato, sui muro un paio di edicole votive e la scritta: «La piazza è nostra. Genova = Parigi». Chi passa osserva per un momento e prosegue oltre, alcuni si fermano qualche minuto ad ascoltare, altri ancora applaudono convinti, tra lo stemma del «Burgos» e le piccole fioriere all'angolo. È un microcosmo eterogeneo, protetto e racchiuso tra i palazzi, quello che viene rappresentato. Le due ragazze sanno esserne forse inconsapevolmente parte integrante e motore, animano con grazia popolare lo spazio e la varia umanità che le accoglie. Vestite di nero, allegre e simpatiche («ritornateci le percussioni, che le abbiamo pagate»), dopo tanti suoni e parole dal Brasile improvvisano sul finale la celebre «The lion sleep tonight» e cantano il «Frigidero» di Lauzi.
Suoneranno nella piazzetta della «Cattiva strada» anche nei prossimi venerdì, a partire dalle 18.30. Via del Campo è viva, prova ad esserci.