Un venerdì nero per i trasporti:si fermano bus, tram e ferrovie

Sciopero dei mezzi previsti per l'intera giornata di domani. Incrociano le braccia gli adetti a bus, tram, treni e metropolitane

Un nuovo sciopero rischia di paralizzare il Paese. Ennesimo venerdì di agitazione per il personale dei mezzi di trasporto, ma non solo. Per le giornate di oggi e domani è previsto lo sciopero di diverse categorie di lavoratori. Oggi si fermano tutti gli addetti ai bus extraurbani, domani, invece, sarà il personale di bus, metro e tram dei servizi urbani a protestare. Dalle 21 di stasera scatta anche lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto ferroviario.

Tutto fermo e i disagi saranno inevitabili, soprattutto a 10 giorni dal Natale. Alle 8.30 è iniziato lo sciopero di 24 ore dei bus extraurbani del Cotral nel Lazio. Ma la mobilitazione è stata indetta a livello nazionale dai sindacati del settore per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di categoria. Nel Lazio la protesta si incrocia con un altro sciopero di otto ore organizzato dai confederali e da Ugl Trasporti contro i tagli al servizio pubblico e "la mancata convocazione da parte degli enti locali per affrontare il problema". La Cgil ha già comunicato i primi dati dello sciopero dei bus Cotral: solo in mattinata l'85% dei lavoratori ha deciso di aderire alla protesta.

Anche l’Unione Piloti aderisce allo sciopero proclamando lo stop dei servizi per le prime 4 ore di domani, in Meridiana Fly. Lo annuncia l’associazione, che lo giustifica "a fronte di gravi sacrifici richiesti ai dipendenti in un’ottica di contenimento dei costi". E continua: "Questo comportamento, improvvido ed incoerente, serve solo ad esasperare oltremisura il già tesissimo clima delle relazioni industriali", aggiungendo che "si tratta di un modo di agire scopertamente e strumentalmente provocatorio, suscettibile di istigare reazioni fuori controllo da parte dei lavoratori che ne sono il bersaglio".

Si mobilitano anche i lavoratori della Wind. Per domani è infatti in programma uno sciopero nazionale di 8 ore. L’iniziativa è stata organizzata dai sindacati confederali di categoria, per protestare contro l’intenzione dell’azienda di cedere la propria struttura di Rete, che occupa 1.600 dipendenti: "Come sindacati - spiega Pietro Savino, segretario della Fistel Cisl di Milano - siamo nettamente contrari a questa operazione perché ha enormi ricadute sul piano occupazionale e va a toccare un asset strategico per l’azienda e per l’intero Paese. Senza Rete non c’è futuro per i lavoratori di Wind".