Un venerdì di paralisi: fermi aerei, tram e metrò

Lo sciopero di domani coinvolgerà gli aeroporti di Malpensa e Linate Disagi anche per chi viaggia sui treni delle Ferrovie Nord e di Trenitalia

Conto alla rovescia per il venerdì nero, che domani paralizzerà tutta Italia e in particolare la Lombardia, dove alle cause di malumore generale si aggiunge la protesta per la riorganizzazione Alitalia che penalizza Malpensa. Difficile ricordare una simile concentrazione di disagi per i cittadini, che saranno quasi impossibilitati a muoversi sui mezzi pubblici e incontreranno gravi difficoltà anche a utilizzare la macchina sia in città (dove è prevista una paralisi del traffico) che fuori.
Lo sciopero generale causerà uno stop ad aerei, treni, navi, bus e metro. Incroceranno le braccia anche i lavoratori del soccorso stradale, delle autostrade, dell’Anas e del trasporto su gomma. I treni di Trenitalia saranno bloccati per 8 ore, dalle 9 alle 17. Le Ferrovie Nord saranno in sciopero dalle 9 alle 16 e 30. Per quel che riguarda l’Atm, autobus tram e metrò si fermeranno dalle 8 e 45 alle 15 e dalle 18 alle 19 e 45.
A complicare la vita a chi ha in mente di muoversi c’è poi lo sciopero del trasporto aereo lombardo contro il piano Alitalia, previsto dalle 11 alle 15. E la Sea, la società di gestione degli aeroporti, prevede che i voli programmati a Linate e Malpensa potranno subire cancellazioni o ritardi. L’invito ai passeggeri è a contattare la propria compagnia aerea per ricevere informazioni sull’operatività del volo (il call center Sea è 0274852200). Le informazioni in tempo reale sulla situazione operativa degli aeroporti di Malpensa e Linate, saranno a disposizione sul sito Internet di SEA www.sea-aeroportimilano.it, su Mediavideo (Canale 5, Rete 4 e Italia 1) dalla pagina 520, su Televideo (RAI 1 e RAI2) dalla pagina 615. Alitalia, dal canto suo, chiede ai passeggeri di verificare la situazione del proprio volo contattando il numero verde 800.650055 o consultando il sito internet www.alitalia.it. Inutile ogni tentativo di evitare lo sciopero. L’incontro a Palazzo Chigi non ha prodotto risultati e quindi non ha fermato la rivolta del Trasporto Pubblico Locale. «Il Governo - si legge in una nota diffusa dalla Faisa-Cisal - ha dimostrato ancora una volta insufficiente interesse nei confronti di un settore di vitale importanza per la mobilità dei cittadini e lo sviluppo del Paese». Secondo i rappresentanti dei lavoratori in sciopero, sono aperti problemi pesantissimi: la carenza di un impianto normativo di riferimento; l’incertezza sui tempi e sulle modalità della liberalizzazione; l’insufficienza delle risorse disponibili per stabilizzare i bilanci delle imprese, realizzare adeguati investimenti e potenziare i servizi; l’assenza di una clausola sociale nazionale che garantisca i diritti dei lavoratori in caso di subentro di nuove imprese a gestire le attività; la mancanza di ammortizzatori sociali da attivare in caso di eventuali esuberi conseguenti a processi di ristrutturazione; i seri problemi nel rinnovare il prossimo Contratto Nazionale che scade alla fine dell’anno; e per concludere, le difficoltà a rinnovare l’Accordo nazionale sulla malattia.