Venerdì «Schiscetta day», a scuola con il pranzo al sacco

Bimbi a scuola con il pranzo al sacco. Per dirla alla milanese: lo «schiscetta day» è servito venerdì nelle scuole della città. La protesta parte dai genitori dell’asilo Santissima Trinità di Milano (sulla piazza omonina) e sta facendo il giro con il passaparola. Come recita il volantino scritto da mamme e papà, è il gesto simbolico per contestare Milano Ristorazione, la società del Comune che fornisce i pasti agli studenti e che «ha raddoppiato le rette senza un proporzionale aumento della qualità dei prodotti e del servizio, continua a proporre alcuni piatti scadenti come polpette, pizza e lasagne», ha somministrato «crocchette di totano giudicate dalla Commissione mensa della scuola inaccettabili a fronte di un gusto di cloro/ammoniaca e acquista all’estero prodotti come la mozzarella e il pollo a dispetto del fatto che gli stessi prodotti italiani sono di miglior qualità e più facili da reperire». I bimbi quindi andranno a scuola con la «schiscetta» e una comunicazione scritta agli insegnanti dove i genitori chiederanno che ai figli non venga servito il pasto di Milano Ristorazione. Il presidente della società, Michele Carruba, allarga le braccia («se ne inventano una al giorno»). Di raddoppio delle tariffe non vuol sentire parlare: «Macchè, da due anni le famiglie che hanno la mensa completamente gratis sono passate da 800 a 7mila. Per le altre, il 50 per cento del contributo è sempre a carico del Comune, sul restante 50% c’è stata una redistribuzione delle rette a seconda del reddito». In pratica, per 7mila la mensa è gratis, per 35.400 famiglie non è cambiato nulla, per le altre 20mila il ticket varia ed è più alto per le famiglie più agiate. Ma «complessivamente l’aumento sulla quota di contribuzione è di circa il 3% rispetto a due anni fa» e le mense milanesi «restano le meno care rispetto alle altre città medio-grandi italiane» garantisce Carruba. E non sempre made in Italy è meglio: «Facciamo gare internazionali e cerchiamo sempre la primissima scelta. A volte a qualità elevata abbiamo costi minori acquistando da fuori».