Il Veneto gioca d’anticipo: patto di ferro e sfida alla Lega

UNANIMITÀ Tutti d’accordo su Alberto Giorgetti coordinatore. Primo impegno, la candidatura di Galan alle prossime regionali

L’ufficialità arriverà dopo la chiusura del congresso di Roma, e quindi ai primi di aprile, ma il nome c’è già e anche l’accordo di tutti. Il coordinatore regionale veneto del Popolo della libertà sarà Alberto Giorgetti, dal luglio 2002 numero uno in regione di Alleanza nazionale. L’indicazione era nell’aria da un mesetto, ma la conferma è arrivata sabato alla conclusione di un affollato pranzo organizzato dall'avvocato Niccolò Ghedini nella sua villa di Santa Maria di Sala, nelle campagne tra Padova e Venezia.
Il coordinatore veneto di Forza Italia aveva invitato ministri, parlamentari, eurodeputati e consiglieri regionali del Pdl per «discutere di politica in previsione del congresso». Mancava soltanto il ministro Maurizio Sacconi, impegnato in una tavola rotonda a Cernobbio; pur di non mancare, il suo collega Renato Brunetta è invece arrivato e ripartito in elicottero.
L’onorevole Ghedini ha dato la notizia mentre veniva servito il tiramisù preparato dalla signora Monica (accompagnato non da prosecco ma da calici di moscato rosa). Sul veronese Giorgetti c’è una convergenza pressoché unanime, ratificata in un altro pranzo, quello di giovedì scorso alla Camera dei deputati tra Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Gianni Letta e Ignazio La Russa.
Il numero uno veneto di An ha alle spalle un partito in cui non mancano le voci critiche, tra cui quelle dell'eurodeputato Sergio Berlato e dell’assessore regionale Elena Donazzan: nel centrodestra veneto si scherza (ma fino a un certo punto) che Giorgetti abbia più sostenitori in Forza Italia che tra i suoi. A cominciare dal suo omologo Ghedini, con cui ha lavorato negli ultimi quattro anni, dallo stesso governatore Giancarlo Galan e del ministro Giulio Tremonti, di cui è sottosegretario.
E poi Alberto Giorgetti, che compirà 42 anni l’8 settembre prossimo, non ha avuto un vero concorrente, perché Ghedini aveva fatto intendere da tempo che avrebbe preferito non prendere in mano la guida del nuovo partito unico. «Non sarò io il coordinatore del Pdl. Lascio, perché fin dalla mia nomina a responsabile di Forza Italia sapevo che sarebbe stato un impegno a tempo. Sono stanco, e ho molte altre cose da fare», ha ripetuto l’avvocato di fiducia di Silvio Berlusconi durante la riunione conviviale di sabato. Sarà dunque il Veneto la grande regione del nord di cui An, forte soprattutto nel Centro-Sud, aveva chiesto la guida; secondo la quota 70-30 fissata da tempo, al partito di Fini andrà il coordinamento di altre cinque regioni mentre Forza Italia ne avrà 14.
Passando idealmente le consegne a Giorgetti, Ghedini ha dato il primo segnale di compattezza del partito rivelando che il nuovo coordinatore «difenderà fino in fondo la candidatura di Galan a governatore alle elezioni regionali dell’anno prossimo». Una prospettiva nient’affatto scontata fino a poco tempo fa, sulla quale l’avvocato ha assicurato una «granitica intesa Berlusconi-Fini». Significa che per Giorgetti si prospetta un impegnativo braccio di ferro con la Lega.
Il confronto con il Carroccio, che i sondaggi indicano sempre più forte nel Veneto, comincerà subito e non sul nome del futuro governatore. Se - come tutto lascia pensare - Pdl e Lega sigleranno l’accordo nazionale, Giorgetti e il numero uno leghista Giampaolo Gobbo dovranno mettersi al tavolo per trattare le candidature alle elezioni amministrative di primavera, che in Veneto riguarderanno cinque province su sette e una miriade di comuni piccoli e grandi, a cominciare da Padova. Dove, in casa Pdl, c’è ancora incertezza tra l'ex olimpionico di scherma ed ex assessore azzurro Marco Marin, il senatore di An Maurizio Saia e il professor Mario Bertolissi, ordinario di diritto costituzionale, studioso di federalismo fiscale ed ex presidente del cda del Gazzettino.
Ma la partita più aperta è senz’altro quella sul candidato presidente della regione. Il Pdl farà quadrato su Galan, per il quale si tratterebbe del quarto mandato, e la sintonia sul suo nome sancita con oltre un anno di anticipo sul voto è indice di grande coesione. Tuttavia il Carroccio non cederà facilmente, anche perché può schierare pezzi da 90 come il ministro Luca Zaia e il sindaco veronese Flavio Tosi. Nel pranzo da Ghedini, Galan ha rimarcato proprio che il principale compito di Giorgetti sarà quello di «dare dignità a tutti» in particolare «nell’aspra competizione con la Lega».