Veneto, la Lega sceglie Zaia E il «rivale» Tosi lo incorona

Una telefonata che ha attraversato nelle prime ore del pomeriggio di ieri la pianura veneta, partendo da Padova e arrivando sulle colline trevigiane innevate, ha messo fine alla corsa a due per il dopo Galan. «Luca, sei tu». A parlare il segretario leghista regionale Giampaolo Gobbo, ad ascoltare il ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, che raggiunto nella sua casa di famiglia di Refrontolo ha saputo di essere il candidato ufficiale del centrodestra per le prossime elezioni regionali in Veneto. «Sono profondamente emozionato e grato», le sue prime parole di commento.
Avanti tutta con Zaia dunque. Una nomina non scontata, quella decisa dal consiglio nazionale della Lega Nord-Liga Veneta, visto che fino all’altro ieri per l’investitura ufficiale era in gioco anche un altro nome forte del Carroccio veneto, il sindaco di Verona Flavio Tosi; una nomina però al tempo stesso solida, visto che il consiglio, nel votare all’unanimità Zaia, ha accettato la proposta di candidatura fatta dal presidente dell’organismo: lo stesso Tosi.
«La Lega - ha commentato Tosi - ha dimostrato anche in questa occasione di essere una forza politica unita che sa prendere decisioni in maniera unitaria, senza frammentazioni che si vedono in questi giorni in altri settori politici». Circa il suo futuro Tosi ha poi ribadito di voler restare a «fare il lavoro che mi piace di più, quello di sindaco della mia città».
Resta incerto invece il destino del ministero delle Politiche agricole, da riassegnare nel caso Zaia vincesse il prossimo 28 marzo le consultazioni. Anche se Bossi ha più volte ribadito l’importanza che la Lega attribuisce al dicastero (il Senatùr ha sempre sostenuto la lotta dei Cobas del latte, per i quali Zaia ha più volte avuto un occhio di riguardo) nei giorni scorsi è stata avanzata l’ipotesi di un avvicendamento di poltrone tra Zaia e lo stesso governatore Pdl uscente Galan, ancora nel pieno del periodo di silenzio e riflessione autoimpostosi al momento della mancata riconferma.
La rabbia di Galan, che si è detto furibondo per il «tradimento» subito, è stata espressa in questi giorni al suo posto dal coordinamento Pdl del Veneto, che ha approvato venerdì un documento in cui veniva condannata la «liquidazione» del governatore uscente, prospettando la possibilità di una clamorosa spaccatura interna. Ma sembra che Galan non abbia in realtà l’intenzione di dare ascolto agli inviti piovuti da parte dell’Udc a dare vita a una lista autonoma.