A Venezia film rivela: «Colombo era portoghese»

E adesso Cristoforo Colombo diventa portoghese. Ci pensa il quasi centenario (classe 1908) Manoel de Oliveira che si presenta al Lido di Venezia con il film «Cristovao Colombo O enigma» (Fuori Concorso Venezia Maestri). La tesi del film, o almeno quella dei suoi protagonisti, anche se paludata dal sottotitolo Enigma, è che il navigatore sia in realtà portoghese.
Una tesi affermata attraverso il racconto della storia di Manuel Luciano (interpretato da giovane da Ricardo Trepa e da adulto dallo stesso regista) portoghese emigrato negli Usa e appassionato di scoperte marittime che torna in Portogallo per sposarsi. Va con la moglie Silvia (da giovane Leonor Baldaque e da adulta la moglie del regista, Maria Isabel) fino al promontorio di Sagres, da dove erano salpate le prime navi di Colombo. Tornati in America il loro entusiasmo verso questa figura li porta a visitare svariati luoghi, dalla Statua della Libertà fino a quella di Cristoforo Colombo a New York. Il film si conclude nell’isola di Porto Santo, nella casa dove Cristoforo Colombo visse con sua moglie.
Il maestro portoghese nel suo film sembra attribuire l’origine di Colombo ad un villaggio dell’Alentejo che si chiama Cuba (è uno degli itinerari della coppia nel film) e il suo vero padre sarebbe Salvador Fernandez Zarco. Ovvero il nipote del primo grande navigatore portoghese, l’ebreo Joao Gonsalves Zarco, e sua madre Isabel lo aveva avuto fuori del matrimonio.
Nel 2004 proprio a Cuba è stata eretta una statua del navigatore con carta geografica e globo in mano, e all’inaugurazione del monumento hanno partecipato il ministro portoghese della cultura, Isabel Pires de Lima. A dare al film l’impronta nobile della della ricerca storica è stato un accademico portoghese, Mascarenas Barreto. Secondo la tesi dello storico, illustrata nel suo Cristovao Colom, agente secreto do rei Dom Joao II, Colombo sarebbe stato uomo dei portoghesi e portoghese egli stesso. (...)