Venezia, Firenze e Milano riscoprono il grande tedesco

Quest’anno non cadono particolari anniversari per la vita e l’opera del grande pittore-incisore di Norimberga. Eppure sembra accendersi in Italia un particolare interesse per Albrecht Dürer (1471-1528). Dal dicembre 2006 il Museo diocesano di Venezia, nel bellissimo chiostro di Sant’Apollonia, ospita (fino al 30 giugno) la mostra «Officina Dürer» dedicata al rapporto dell’artista tedesco con la città e in particolare alle sue incisioni nate negli anni a cavallo fra i due soggiorni veneziani, nel 1494-95 e fra il 1505 e il 1507.
L’incontro con la Serenissima, come scrive nel raffinato catalogo Skira Gianmatteo Caputo - con Sebastiano Guerrera curatore della mostra - è fondamentale perché Venezia, «crocevia di culture e porta d’Oriente, è luogo ideale per quel confronto culturale aperto e disponibile in grado di sollecitare la ricerca, l’espressione e lo studio di un artista come Dürer, che cercava autenticamente e religiosamente la perfezione del bello e del vero». Dopo la prima esperienza italiana Dürer perfezionò la tecnica della xilografia che raggiunse la massima espressione dopo il secondo soggiorno veneziano, mentre nello stesso tempo affrontava quella del bulino. In mostra a Venezia celeberrimi bulini come Sant’Eustachio e la grandiosa xilografia Il grande carro trionfale di Massimiliano I.
Anche a Firenze opere su carta di Dürer sono al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, mentre a Milano la Galleria Salamon & C., che da tre generazioni diffonde la conoscenza del grande tedesco, espone fino all’11 maggio in via San Damiano 2 venticinque incisioni fra le più celebri, da Il Cavaliere, la Morte, il Diavolo alla Melancolia fino a San Gerolamo nella cella.
Personaggio affascinante, umanista e luterano, Dürer coniugò l’ansia di salvezza della Riforma alla ricerca della bellezza del Rinascimento italiano. Ne rivelano la ricerca estetica ed etica le lettere all’amico Willibald Pirckheimer, grande conoscitore della cultura italiana, che Electa ripropone nella raffinata collana dei Pesci rossi (Albrecht Dürer. Lettere da Venezia, pagg. 86, euro 15). Prezioso completamento delle note scritte durante un viaggio nei Paesi Bassi dal luglio 1520 al luglio 1521. Pubblicate per la prima volta in italiano dodici anni fa per Utet da Adalgisa Lugli, sono state riproposte nel 2005 da Diabasis (Albrecht Dürer. Viaggio nei Paesi Bassi). Uno straordinario documento che apre uno squarcio sull’epoca dell’artista, facendola rivivere attraverso i suoi occhi.