Venezia, Leone d'Oro a "The Wrestler" Orlando miglior attore

il film di Darren Aronofsky con Mickey Rourke <em>(foto)</em>, ha vinto il Leone d'oro, Leone d'Argento a &quot;Paper soldier&quot; del russo German jr. Silvio Orlando premiato per l'interpretazione ne &quot;Il papà&quot;, Dominique Blanc miglior attrice per &quot;L'Autre&quot;

VeneziaThe Wrestler, il film di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, ha vinto il Leone d'oro della 65/a Mostra del cinema di Venezia. Paper Soldier, il film del russo Aleksei German jr., ha vinto il Leone d'argento per la migliore regia.

Miglior attore Silvio Orlando, protagonista del film Il papà di Giovanna di Pupi Avati, ha vinto la Coppa Volpi per il miglior attore.

Miglior attrice Dominique Blanc, protagonista del film L'Autre di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore attrice.

Opera prima Pranzo di ferragosto, dell'italiano Gianni di Gregorio, passato nella sezione Settimana della critica, ha vinto il Leone del futuro - Premio Venezia opera prima 'Luigi de Laurentiis'.

Orizzonti Melancholia, il film lungo sette ore mezzo di Lav Diaz per i film di fiction, e Below Sea Level di Gianfranco Rosi per i documentari, sono i vincitori della sezione Orizzonti. Inoltre la giuria presieduta da Chantal Akerman, che ha assegnato tutti i premi all'unanimità, ha attribuito due menzioni speciali: a Un lac di Philippe Grandrieux, che mette in scena un amore incestuoso e Wo Men (Noi) di Huang Wenhai, documentario sugli attivisti cinesi. "Sono molto emozionato - ha detto Rosi, italiano che vive da anni negli Stati uniti, Ritirando il premio Orizzonti Doc - voglio dividere questo riconoscimento con tutti i personaggi di cui parlo nel film e che hanno collaborato con me a realizzarlo. Senza la loro grazia, bellezza, ironia, non sarei qui". Below Sea Level racconta la 'comunita' invisibilé, abitata da persone uscite dai binari della società, confinate dalle autorità ai margini, che vive in una sorta di terra di nessuno, 40 metri sotto il livello del mare, in una base militare dismessa a 250 km sud est di Los Angeles. Per il filippino Lav Diaz "questo premio Orizzonti ripaga la mia lotta nel mondo del cinema, portata avanti senza budget, e va anche al mio Paese, con l'augurio possa offrire un cinema sempre più grande". Melancholia è un affresco (proposto dalla Mostra in quattro parti, vista la durata di 450') intimo sull'infelicità e il ritratto di personaggi bloccati dalla loro incapacità di reagire agli ostacoli della vita. Chantal Akerman, prima di annunciare i premi ha polemizzato sulla divisione della sezione in documentari e film di fiction ("in un buon film di fiction c'é sempre anche un po' di documentario, e il contrario") e ha ringraziato Werner Schroeter "per aver diretto con Nuit de Chien (presentato, con poco successo, nel concorso principale Venezia 65, ndr) un film politico-barocco".

il leone alla "faccia da pugni" Tornato dall'inferno e con la sua faccia da pugni dati e presi Mickey Rourke, ultima star Hollywoodiana credibile quando picchia qualcuno, è il vero protagonista di The Wrestler, film che stasera ha vinto il Leone d'oro a Venezia '65. Un lavoro in parte autobiografico della vita spericolata dell'attore e firmato da un regista sulla carta meno adatto a fare un film del genere come Darren Aronofsky. Un visionario molto amato dai cinefili specie per 'Pi Greco Il Teorema del delirio' e che solo due anni fa portò al Lido un non troppo amato e misticheggiante The Fountain. Aronofsky sembra così aver imparato la lezione e si porta a casa questo Leone d'oro. Intanto perché Rourke è più che mai credibile con il suo fisico di uno che non si è mai davvero risparmiato (e non solo in palestra). Credibile insomma nel ruolo di Randy (ed esattamente Randy 'The Ram' Robinson) wrestler professionista di quelli amati da pubblico. Di quelli che vengono prima selvaggiamente picchiati dal cattivo di turno per poi puntualmente riscattarsi tra le grida di gioia dei loro fan. Ma Randy non è più un ragazzo ("sono un vecchio dalla carne maciullata" dice a un certo punto) e così riesce a combattere solo nei fine settimana. E per il resto dei giorni si deve arrangiare. Pieno di additivi chimici (steroidi, ma anche coca e viagra) Randy non si può dire che abbia una gran vita. Passa il tempo in un locale dove ha stretto un'amicizia amorosa con Cassidy (Marisa Tomei), una spogliarellista, e ha anche una figlia Stephanie (Evan Rachel Wood) da cui si è però allontanato da anni. Quando dopo un combattimento senza esclusione di colpi (tra le armi usate anche una sparapunti) Randy si becca un infarto, lui neanche ci crede più di tanto. Lo ricoverano e sarà costretto a rinunciare ai suoi steroidi e anche purtroppo a combattere. Entra nella categoria dei loser, dei perdenti e cerca di ricucire con la figlia come di stringere il suo rapporto con la spogliarellista. A chi vuole torni a combattere con il cattivissimo Ayatollah, soprannominato 'La bestia del Medio Oriente', risponde no. Preferisce lavorare al banco gastronomia di un supermercato a servire prosciutto e pasta col pesto a pignole massaie. Ma con una deriva alla Rocky, arriva il suo riscatto per Rourke. Molla il supermercato e accetta la sfida con lo Ayatollah, una sfida che potrebbe essere mortale. Frase cult del film quella detta nel film da Randy, uno che è amante del rock duro dei Guns N'Roses:"era bella la musica degli anni Ottanta, ma poi è arrivato quel frocetto di Kurt Cobain e ha rovinato tutto".