Venezia respinge da sempre. E l'Onu? Silenzio

La polizia. arrivi di stranieri diminuiti
dell’80% nei primi mesi del 2009. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=352384">Franceschini</a> </strong>accusa il centrodestra per una legge firmata da Prodi. <strong><a href="/a.pic1?ID=352385">Usa, Obama fa il duro</a></strong>: espulsi gli irregolari che sono in carcere

Venezia - Se i barconi di disperati che arrivano dalla Libia sono respinti al mittente, le Nazioni Unite alzano il sopracciglio e inviano intemerate contro il governo italiano. Se questa procedura è applicata regolarmente da anni dal porto di Venezia, con la «complicità» delle autorità portuali di Patrasso, i funzionari di Palazzo di vetro e derivati non sembrano avere obiezione alcuna. In compenso, la Corte europea dei diritti umani ha dichiarato ammissibile il ricorso, firmato da 35 immigrati e depositato dagli avvocati veneziani Alessandra Ballerini e Luca Mandro, contro l’applicazione di questa metodologia. L’obiettivo è quello di chiedere la condanna dell’Italia e della Grecia per le presunte procedure illecite utilizzate e, per il momento, la Corte ha chiesto al governo di inviare una memoria difensiva, ritenendo di fatto meritevole di approfondimento il ricorso.

Lo spunto giudiziario, promosso dalla rete «Tuttiidirittiumanipertutti», che riunisce varie associazioni umanitarie ed enti, Comune di Venezia compreso, potrebbe essere decisivo per capire se respingere alla frontiera i clandestini sia consentito oppure no a uno Stato di diritto. Gli immigrati che hanno presentato l’esposto sostengono che non sarebbe stato loro permesso di richiedere l’asilo politico (molti di loro provenivano da Afghanistan, Pakistan, Iran) e che, sia a Venezia sia a Patrasso, non ci sarebbe stato un interprete disponibile per aiutarli a esporre la propria versione. «A noi non risulta che nessuno di coloro che si sono rivolti alla Corte sia mai passato per Venezia - ha spiegato il comandante della polizia aeroportuale veneziana Antonio Campanale al Corriere del Veneto -. La maggior parte di coloro che passano per Venezia non vuole rimanere in Italia e per questo non richiede l’asilo perché altrimenti resterebbero bloccati qui. Escludo che siano stati respinti senza registrazione. L’unica cosa certa è che nei primi mesi del 2009 i migranti sono diminuiti dell’80 per cento perché abbiamo smantellato la rete criminale che li portava in Italia». «Finora tutte le istanze del genere erano state respinte - ha replicato l’avvocato Mandro -. Se questo ricorso non è stato rigettato significa che al porto di Venezia qualcosa non va».

Per i più pragmatici, però, questa strategia ha inferto un colpo decisivo alle organizzazioni che prosperavano sulla pelle di questi disperati. Secondo Francesca Zaccariotto, candidata per Lega e Pdl alla presidenza della Provincia di Venezia, le richieste di asilo addotte dai clandestini espulsi sarebbero pretestuose. «Credo sia assurdo - ha detto - che chi violi ogni tipo di normativa e magari sbarchi in Italia sotto falso nome, cerchi di appigliarsi a cavilli burocratici. Resto dell’avviso che i clandestini debbano essere respinti e quindi il comportamento della polizia portuale di Venezia è stato ineccepibile. Piuttosto bisognerebbe fare pressioni sulle compagnie marittime, che non possono fare finta di nulla e che devono intervenire».
Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, recentemente è intervenuto a un convegno organizzato da «Tuttiidirittiumanipertutti» per ricordare che Venezia ha sempre dimostrato apertura e disponibilità nell’accogliere chi richiede asilo politico. «Oggi - ha aggiunto - il problema principale è costituito dalla mancanza delle risorse economiche necessarie a moltiplicare gli operatori nei servizi che si occupano della presa in carico di queste persone».

Fino alle polemiche sui barconi rispediti in Libia, comunque, il sistema veneziano aveva riscosso più apprezzamenti che critiche. L’esposto alla Corte europea potrebbe però essere influenzato dal mare di polemiche, griffate Onu, diventato più grande e minaccioso del Mediterraneo.