Venezia, troppi gli accattoni: pronta la delibera anti-elemosina

Stretta di vite
contro l’accattonaggio. Il sindaco Massimo Cacciari ha predisposto la delibera che riguarda i
provvedimenti contro chi mendica per le strade del centro storico

Venezia - Stretta di vite contro l’accattonaggio. A Venezia il sindaco Massimo Cacciari ha predisposto la delibera che riguarda i provvedimenti contro chi mendica per le strade del centro storico. La delibera sarà esaminata dalla giunta comunale venerdì prossimo e poi passerà all’esame della competente commissione consiliare per il successivo invio al consiglio comunale.

Nel provvedimento si proibisce di chiedere l’elemosina poer la strada in tutta l’area tra Rialto e San Marco ma anche in altre zone molto frequentate come la Strada Nuova, la Stazione ferroviaria, Campo Santa Margherita, in pratica in tutta Venezia. Chi contravviene sarà punito con una multa tra i 50 e i 500 euro con la conseguente confisca del denaro racimolato. L’idea è nata dall’assessorato al Decoro retto da Augusto Salvadori, noto per la sua crociata contro i sacchi a pelo a Venezia negli anni Ottanta, con l’ausilio del vice sindaco Michele Viaanello. L’intento, come puntualizzano gli amministratori, non è quello di reprimere senza soluzioni: la polizia municipale sarà affiancata da mediatori culturali incaricati di offrire a chi ne ha veramente bisogno servizi e aiuto. Elemosina vietata anche al Lido di Venezia, lungo lo storico Gran Viale e davanti al Casinò, niente questua neppure in terraferma, a Mestre, con divieto in Piazza Ferretto e tutta l’area del centro cittadino.

Nel 2003 fu Vicenza la prima a sfornare una ordinanza anti accattoni con il sindaco Enrico Hullweck (Forza Italia). Il provvedimento era inedito e sollevò molto scalpore, soprattutto proteste dall’opposizione.