Veneziani: beghe locali ma il berlusconismo non è in discussione

Non è bastato l'effetto Berlusconi e ha prevalso un voto scomposto. A Milano la Moratti sta pagando per una serie di fattori, ma ciò non investe direttamente il fenomeno Berlusconi <strong><a href="/fotogallery/commento_veneziani/id=3096-foto=1-slideshow=1?" target="_blank">ASCOLTA L'AUDIO COMMENTO</a></strong>

La prima impressione è che non è bastato l'effetto Berlusconi nel senso che pure il tentativo di dare una valenza politica a queste consultazioni e di dare l'idea di una mobilitazione per non far vincere la sinistra, credo che questo messaggio alla fine sia stato schiacciato dalle situazione locali, dalle contingenti lotte politiche in diversi collegi e tornate lettorali.

Alla fine ha prevalso un voto scomposto, non legato a un progetto politico ma un voto che merita una riflessione perché molti fattori sono tornati in gioco e si è affacciata una certa stanchezza che si denota dal calo dell'affluenza alle urne: un segnale importante

Credo che ci sia un problema di natura politico amministrativa non legato a Berlusconi ma un logoromento della poltiica del centro destra.

Il voto di Milano lo vedo come un insieme di fattori che si sono andati accumulando: da una parte è stato eroso il consenso e la credibilità della Moratti come sindaco, dall'altra parte c'è stata la scheggia di quell'incindente, un'altra scheggia si è staccata per via di Fini, seppur minima, ma una parte che ha un suo peso nella coalizione. Se si sommano vari fattori e si aggiunge la credibilità che il potere e l'establishment ha dato a Pisapia investendolo del ruolo di candidato legittimiato questo può spiegare qualcosa.

Credo che sia un effetto indiretto che si ripercuote sul BBerlusconismo ma che non investe direttamente il fenomenop Berluscon

ASCOLTA L'AUDIO COMMENTO

Annunci Google