Venezuela, opposizione alle primarie per trovare il candidato anti-Chavez

Il 12 febbraio elezioni interne alle minoranze. Il presidente in carica: «Sono tutti servi di Washington», e rilancia il piano di confisca di case a Los Roques per trasformarle in abitazioni di villeggiatura per i poveri

L'uomo per battere Chavez. L'opposizione in Venezuela si sta preparando a sferrare l'attacco al presidente in carica in vista delle elezioni presidenziali del prossimo ottobre. E per cercare il volto giusto che si opponga al leader bolivariano organizza le primarie. L'appuntamento è per il prossimo 12 febbraio, quando gli elettori di tutti quei partiti che contrastano la presidenza Chavez saranno chiamati a dare la loro preferenza per il candidato presidente di opposizione. In corsa ci sono governatori di Miranda, Henrique Capriles, e di Zulia, Pablo Parez, la deputata Maria Corina Machado, l'ex sindaco Leopoldo Lopez, l'ex ambasciatore Diego Arria e l'esponente di sinistra Pablo Medina. Tutti definiti da Chavez «re della menzogna».
Mentre l'opposizione si prepara alla sfida, infatti, il presidente in carica è tornato a farsi vedere e sentire dopo la lunga convalescenza seguita a una difficile operazione. Da qualche giorno è tornato ad apparire in pubblico, e recentemente ha anche cantato e ballato con gruppi di danzatori davanti alle telecamere.
Chavez ha quindi iniziato il suo contrattacco: i candidati alle primarie per l'opposizione sono «tutti servi di Washington» e «sarebbe una catastrofe» se uno di loro arrivasse alla presidenza del Venezuela.
In una dichiarazione pubblica di ieri è tornato invece a lanciare il suo programma di vacanze per i poveri nel paradiso di Los Roques, meta per turisti conosciuta in tutto il mondo, dove Chavez sta procedendo alla confisca di abitazioni di ricchi appartenenti alla borghesia antigovernativa per trasformarle in case per bambini in situazioni difficili e abitazioni di vacanza per famiglie meno facoltose.