Venezuela, il presidente Chavez spegne la tv dell'opposizione

Sostituita Rctv accusata di "minacciare la democrazia" (e di aver sostenuto il golpe del 1992) con il canale filo-presidenziale TVes. Scontri durante il fine settimana: 11 agenti feriti, quattro sono gravi

Caracas - Chavez segue le orme dell'amico Fidel. Il governo venezuelano ha chiuso oggi un canale televisivo dell’opposizione e l’ha rimpiazzato con uno che inneggia all’autoproclamata rivoluzione socialista del presidente. Il governo si è scontrato a lungo con le tv dell’opposizione, che ha definito "cavalieri dell’apocalisse", per avere sostenuto un maldestro tentativo di golpe nel 2002. La chiusura della rete Rctv ha ricevuto diverse condanne internazionali e per gli oppositori del presidente danneggerà la democrazia nel paese membro dell’Opec.

Il battesimo di TVes Cinque mesi dopo l’annuncio del presidente Hugo Chavez di non avere intenzione di rinnovarle la concessione per il Canale 2, l’emittente televisiva privata Radio Caracas television (Rctv) ha cessato oggi, dopo 53 anni, le sue trasmissioni, sostituita dalla Televisione venezuelana sociale (TVes), promossa dal governo. Alle 00,01 (le 06,01 italiane) il segnale di Rctv è scomparso dall’etere tra le lacrime dei dipendenti e degli artisti dell’emittente, sostituito da quello di TVes, inviato in un clima festoso e musicale dal Teatro Teresa Carreno di Caracas. La drastica decisione ha suscitato numerose proteste a livello nazionale ed internazionale, aprendo un dibattito sulla libertà di stampa e di espressione in Venezuela, che, secondo i responsabili di Rctv, "è stata calpestata".

Scontri in piazza Durante il fine settimana, simpatizzanti della popolare Tv privata e sostenitori del governo hanno manifestato nella capitale, gli uni per cercare di sospendere il provvedimento, gli altri per festeggiarlo. Ieri sera, davanti alla sede della Commissione nazionale delle telecomunicazioni (Conatel) si sono avuti momenti di forte tensione, con scontri fra oppositori del governo e polizia metropolitana, con un bilancio di undici agenti feriti, di cui quattro in modo grave. Per il Procuratore generale della Repubblica, Isaias Rodriguez, i disordini si sono registrati nel quadro di "un piano violento preparato in anticipo. Si tratta di una minoranza di agitatori che puntano alla destabilizzazione - ha concluso - verso cui eserciteremo tutta la forza della legge".

Parabola castrista Da quando è diventato presidente nel 1999, Chavez ha centralizzato il potere, politicizzando la magistratura, l’esercito e l’industria petrolifera. Ma prima della chiusura di Rctv, famosa soprattutto per le sue serie tv e cartoni, gli analisti politici hanno identificato nei media venezuelani un baluardo contro il tentativo di forgiare un sistema in stile cubano, sulla falsariga del leader comunista Fidel Castro. La fine delle trasmissioni di Rctv è stata condannata dal Senato Usa e dal Parlamento Ue, ma i sostenitori di Chavez hanno giustificato la decisione, accusando i giornalisti del canale di propagandare falsità. Secondo un sondaggio di Datanalisis, il 70% dei venezuelani è contrario alla chiusura, ma la maggior parte lamenta più la perdita delle soap opera che la limitazione della libertà di espressione.