Venier: «La domenica porto allegria e gioco al telefono»

Laura Rio

L’hanno spostata per fare largo a Baudo. Ma lei non se l’è presa. Anzi ci ha guadagnato: il suo show è raddoppiato. Da un’ora di durata, «100+Mara» è passato a due. E in apertura del pomeriggio festivo di Raiuno che ritornerà il 2 ottobre. La signora della Rai doveva andare in onda alla domenica dalle 19 alle 20. Ma anche lei è stata coinvolta nella rivoluzione televisiva del 29 luglio: il giorno in cui Mediaset ha vinto i diritti del calcio. Dopo tanti ripensamenti, i vertici Rai hanno deciso di schierare Baudo contro Bonolis. Il grande vecchio della televisione italiana contro il «golden boy» approdato alla Serie A. Quando l’hanno chiamato per salvare una Domenica in sull’orlo di affondare per la perdita di 90° minuto, Pippo ha riposto: «Vi aiuto, ma solo se vado io contro Bonolis». Detto, fatto...
Mara, non si è sentita offesa per non essere ritenuta all’altezza di contrastare Bonolis?
«No. Per nulla. Quando Pippo ha accettato di tornare a Domenica in era rimasto il buco dalle 18 alle 19: mi è sembrato giusto che andasse interamente contro le due ore di Bonolis. A me non faceva paura restare lì, ma la soluzione trovata mi pare buona per tutti».
All’inizio era irritata...
«Irritata no. Dopo tanti anni in questo ambiente si impara a dare il giusto valore alle cose. Devo dire che sono rimasta male perché nessuno dei vertici Rai mi ha chiamata: ho saputo dell’arrivo di Bonolis dai giornali e da Luisa Corna che lo diceva durante Quelli che senza peraltro citarmi nel cast... Il mio telefono è rimasto muto fino a martedì: poi abbiamo trovato l’accordo. E se devo dirla tutta non mi piaceva proprio essere in concorrenza con Bonolis (con cui condivido lo stesso manager) e il suo gruppo, persone a me molto care».
Ora si troverà come dirimpettaia una Buona domenica ancor più rafforzata dall’inserimento del calcio. Sulla carta è perdente...
«Ma io non vado contro nessuno. Non mi interessa quello che fanno gli altri. Voglio fare bene il mio lavoro e basta. Io mi rivolgo a un pubblico familiare e femminile, non mi importa del calcio».
Allora, come sarà il suo programma?
«Lo stiamo ristudiando visto che ora è molto più ampio. In sostanza sarà una specie di musical, allegro, divertente e scanzonato. Con cento ragazzi nei panni di marinai: non per nulla mi rivolgo alle donne! E poi tornerò a dialogare con il pubblico, come piace fare a me: farò un bel giochino al telefono in diretta con gli spettatori».
Uno show con tutta la carica di Gianni Boncompagni...
«Lui è un entusiasta, ci mette tanta allegria. Siamo d’accordo su tutto, un’alchimia perfetta. È uno scenografo straordinario: nessuno rende belle le donne in Tv come sa fare lui... ».
E visto che lei sarà la sola...
«Renderà bella me. Ma sia chiaro: è stata sua l’idea di avere tutti maschietti».
Come sarà la sfida Baudo-Bonolis?
«Stimolante, ma non c’è concorrenza diretta. Avranno due pubblici completamente diversi. Devo dire che ho provato una certa invidia l’altra sera quando ho visto Pippo e Gianni insieme a discutere del programma: erano entusiasti e freschi come ragazzini».
Come ci si sente ad affrontare la domenica senza Novantesimo minuto?
«Come spettatrice mi sento orfana. Ero stata io a portare il loro studio dentro il nostro: così alla fine potevo interagire con bistecchone-Galeazzi. Abbiamo inventato il cazzeggio nel calcio, anche se poi lui è stato così tanto criticato... Non penso che la Rai sia così allo sbando, non drammatizziamo troppo... cercheremo di farci valere anche senza calcio».
Le è piaciuto Bonolis a Serie A?
«Molto. È stato bravissimo e ora ha bisogno solo di qualche aggiustatina».
La Rai perde i pezzi ma lascia a casa signore della Tv come Cuccarini, Carrà e Enza Sampò, che ne dice?
«È successo anche a me l’ultimo anno che ero a Mediaset, non c’erano programmi adatti e sono stata pagata senza fare niente: ho girato il mondo e conosciuto il mio fidanzato americano. Penso che i drammi della vita siano altri: prima o poi salteranno fuori trasmissione adatte a loro, ne sono sicura».