Vent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famiglia

Diciannove anni fa uccise padre, madre e fratello
per poi sparire a Londra per quasi 10 anni: "La
tragedia poteva essere evitata. Se mi fossi curato quello che
è successo non sarebbe mai accaduto"

Parma - "Continuo a pensare al fatto che la tragedia poteva essere evitata. Se mi fossi curato quello che è successo non sarebbe mai accaduto". Così Ferdinando Carretta, l’uomo che 19 anni fa uccise padre, madre e fratello per poi sparire a Londra per quasi 10 anni, ha detto alla Gazzetta di Parma, che oggi pubblica una intervista esclusiva a uno dei più celebri protagonisti della frecente cronaca nera.

La libertà definitiva La casa dove il 4 agosto ’89 uccise a colpi di pistola il padre Giuseppe, la madre Marta Chezzi e il fratello Nicola è di nuovo sua. Come era stato deciso a maggio con l’accordo che chiuse la querelle sull’eredità con le zie. Ma quella casa fa tornare a galla vecchi fantasmi. Ferdinando Carretta spiega di aver pensato molto ultimamente ai suoi familiari, ma sa che "quello che è stato non potrà mai essere cancellato". Non solo. "La tragedia poteva essere evitata. Se io mi fossi curato, quello che è successo non sarebbe mai accaduto". L’uomo nel ’99 fu assolto perché incapace di intendere e volere al momento del fatto. La sentenza dispose il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, dove è rimasto sette anni e mezzo.

La libertà vigilata Ora è in libertà vigilata: vive da due anni in una comunità riabilitativa a Barisano, nel forlivese, lavora come impiegato. Ieri ha firmato davanti al notaio di Parma Carlo Maria Canali i documenti che sanciscono definitivamente il suo possesso della casa della strage nell’ambito dell’accordo trovato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Chezzi. Accordo che chiuse nei mesi scorsi la causa civile innescata anni fa per l’eredità di famiglia. Un "mix" di appartamenti e denaro per 700mila euro. A Ferdinando, oltre alla casa, andranno circa 40mila euro. Ferdinando Carretta però non tornerà a vivere nella casa di via Rimini a Parma che rischia di essere ricordata per sempre come quella della strage. "Non me la sento", ha spiegato. L’appartamento è in affitto, e Carretta ha detto che riscuoterà il canone. Forse la venderà. Ma Ferdinando non ha nemmeno intenzione di tornare a Parma. Pensa di restare nel forlivese.

Il desiderio di libertà In comunità, ha spiegato, non è libero. "Non posso fare quello che voglio - ha detto - anche se c’è chi pensa il contrario. Devo rispettare gli orari imposti dalla comunità. Posso lavorare, naturalmente, ma se desidero allontanarmi dalla città o assentarmi negli orari non previsti devo chiedere il permesso. E la notte, devo dormire in comunità". Nel suo futuro Carretta vede "un lavoro stabile, ma anche una famiglia". Anche figli, ma "quando avrò trovato la persona giusta". Perchè, spiega, è uscito con alcune ragazze, ma "non ho ancora la fidanzata". Carretta fu trovato dai carabinieri nel ’98 a Londra, dove lavorava come 'pony express', e confessò alle telecamere del programma di Raitre Chi l’ha visto? di aver ucciso in casa i familiari e di averne occultato i cadaveri in una cava della provincia. È questo, ha detto, l’altro peso enorme con cui deve fare oggi i conti: il fatto che quei corpi non siano mai stati ritrovati.