Venti di crisi a La Spezia E spunta il volantino firmato Br

Appeso davanti a un'emittente tv. Scettica la Digos. Ma il ministro La Russa ammonisce: "Ci sono focolai, l’importante è tenere alta la vigilanza"

La Spezia - Tornano, come un rituale, le sigle del terrorismo storico a segnare i momenti di crisi italiani. Così non stupirebbe più di tanto il ritrovamento di un volantino di sedicenti Brigate rosse, lasciato sulla vetrata di un’emittente televisiva della Liguria, se non fosse che il foglio è saltato fuori alla Spezia, città dove, alla conta dei fatti, non è che l’economia vada così male anche se qualche focolaio di disagio sociale c’è. Il messaggio a firma di «neo Brigate rosse», è stato trovato poco prima delle 9 di ieri appiccicato all’ingresso della redazione della Spezia di Primocanale, in pieno centro. Nel documento si parla di licenziamenti e si preannuncia il ritorno della lotta armata, ma non c’è alcun riferimento a casi o situazioni particolari. In ogni caso il foglio, che oltre al testo stampato al computer è corredato da una stella a cinque punte e di un’intestazione con le sole lettere B.R,, è stato sequestrato dalla Digos. Molti, sin troppi, i dubbi sull’attendibilità, sia per il linguaggio sia per le modalità con cui è stato fatto ritrovare. Dello standard delle Brigate rosse non c’è nulla, ma non per questo la notizia è stata presa sottogamba.

«Nessun compromesso sarà possibile con i carnefici della libertà e dei diritti. Romperemo l’accerchiamento del regime plutocratico», così termina il documento che fa riferimento allo «sfruttamento del proletariato». Non ci sono termini classici delle Brigate rosse, non ci sono rivendicazioni, ma si parla di tematiche generiche e non contestualizzate. «L’ inganno - si legge - non serve più: ormai tutti i proletari sanno che il governo capitalista, imperialista e i partiti classisti quali che siano non fanno altro che imputridire questa crisi». A chi è rivolto il messaggio? Alla Spezia vere e proprie crisi industriali, con licenziamenti o rischi di chiusura, non ve ne sono, o meglio non ve ne sono più, ma la crisi si sente. La principale azienda con qualche difficoltà, seguita da scioperi e dibattiti politici, è la municipalizzata provinciale, cioè una società che ha la gestione di acqua, metano, rifiuti e altri sevizi, compresa la produzione elettrica. Alla Spezia si discute del futuro del rigassificatore di Panigaglia, di GnlItalia, cioè Snam (Eni). Insomma un po’ di preoccupazione c’è e anche il governo non sottovaluta il caso: «I focolai ci sono - ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa - e bisogna vigilare».