VENTI DI GUERRA DELLA CISL

Arriva forte e chiara anche a Campetto, al terzo piano dello storico palazzo dove ha sede la Cisl ligure, l’eco della manifestazione dei lavoratori della Selex Communications (Gruppo Finmeccanica), scesi in piazza per sollecitare lo sblocco dei finanziamenti relativi al progetto Tetra che potrebbe scongiurare la cassa integrazione per centinaia di addetti dell’azienda hi tech genovese. Ma Selex - spiegano subito Sergio Migliorini, segretario regionale del sindacato, e il suo omologo a livello territoriale, Antonio Graniero - non è il solo problema importante che hanno di fronte il sindacato e i lavoratori in questa «ripresa» autunnale. L’elenco, anzi, è lungo, a partire dalla situazione della sanità - «la madre di tutte le vertenze» - su cui la Cisl ligure dice che non intende fare sconti alla Regione e all’assessore Claudio Montaldo. «È scellerato - sottolinea in particolare Migliorini - discutere di localizzazione delle strutture ospedaliere, senza avere prima ben chiaro su quali risorse si può contare. La sanità è il tema che condiziona lo sviluppo, e quindi il piano sanitario dovrà essere definito entro novembre e contenere il principio dell’uniformità dell’assistenza sul territorio». Da qui al resto dei problemi sul tappeto il passo è breve: in Valbormida e nel Savonese in genere, nel Tigullio, nello Spezzino. Sullo sfondo, però, restano le infrastrutture mancanti, senza cui «non si va letteralmente da nessuna parte. Noi vogliamo far cambiare idea al ministro Di Pietro. La Liguria ha bisogno di infrastrutture, oltre che di spazi adeguati, in particolare per lo sviluppo dei traffici portuali».
Interviene Graniero per ricordare la «battaglia» sul trasporto pubblico: «La questione tariffaria non elimina i problemi - ricorda il segretario territoriale della Cisl a proposito dei rincari di biglietti e abbonamenti -. Bisogna far pressioni perché il Fondo nazionale dei trasporti venga incrementato e capire quanti di quei 6 milioni di euro aggiuntivi messi a disposizione dalla Regione sono arrivati al Comune di Genova». In ogni caso, «prima di pensare ad aumentare le tariffe, si deve stabilire quali sono le modifiche strutturali da apportare al sistema, e soprattutto quali sono gli interventi e i fondi a disposizione a livello di governo e di Regione. Poi - ammette Graniero -, parliamo pure di ritocchi al biglietto, mentre ci opporremo sempre, in modo assoluto, all’aumento degli abbonamenti». L’Amt deve lavorare sulla «puntualità dei mezzi, la velocità commerciale, la pulizia» e non penalizzare «chi è fedele al trasporto pubblico locale, quanto piuttosto incrementare i controlli sui biglietti giornalieri». Graniero conclude dicendo che «non è chiaro come si copre il buco di 16 milioni di euro del 2006, se il rincaro dei biglietti parte dal 2007». Il sindacato è perplesso, fra l’altro, anche a proposito della «copertura del buco dell’Amt subordinata alla vendita ai soci francesi delle carrozze della metropolitana, in maniera da liberare le risorse per far arrivare la linea a Brignole». Una risposta dovrà arrivare, e a tempi stretti.