Ventimila medici specializzandi in sciopero

Da questa mattina i 20.000 medici specializzandi si asterranno dalle attività assistenziali per tre giorni, per il contratto e per il bando di concorso per l’ammissione alle scuole. Una protesta che si pensa possa creare disagi soprattutto nei Policlinici universitari dove è forte la loro presenza anche in corsia. I medici avevano già scioperato anche il 2 marzo e oggi saranno presenti in Piazza Montecitorio chiedendo l’attenzione del governo sul loro problema.
Dopo l’atteso finanziamento della legge 368/99 avvenuto con la Finanziaria 2006, lo scorso 8 marzo il presidente del Consiglio Prodi ha firmato il primo decreto che stabilisce il nuovo trattamento economico a copertura del contratto di formazione specialistica dei medici specializzandi. Questa misura non sblocca la situazione che gli specializzandi giudicano «di confusione e vuoto legislativo che perdura ormai dall’autunno scorso nei policlinici universitari, situazione che cambierà solo in presenza dello schema tipo di contratto, ancora bloccato nelle maglie della burocrazia e delle discussioni tra diversi ministeri».
I medici denunciano la mancanza di tutele per la categoria che in molti reparti ospedalieri rappresenta una importante risorsa per potere assistere i malati: non c’è assegno di maternità, niente stipendio se ci si ammala, turni di guardia notturni senza tutor e «magari allo stesso tempo si vede negato l’accesso a una sala operatoria dove imparare davvero».
La protesta ha trovato il sostegno di fatto di tutte le sigle sindacali mediche. «Il contratto è un diritto per tutti i medici - ha spiegato Massimo Cozza della leader della Cgil-medici - e in primo luogo per gli specializzandi che lo aspettano da oltre 7 anni, senza tutele in caso di malattia e di maternità, e troppo spesso costretti a svolgere turni di guardia da soli senza reale tutoraggio».