In ventimila al Parco delle Cave per far merenda con il ministro

Giochi, balli, dolci e specialità per un pomeriggio dedicato alle famiglie. Letizia porta in mongolfiera Sgarbi e Zecchi

L’invito era per coloro che volevano vedere Milano da un’altra prospettiva. Più alta. Trenta metri sopra il cielo per l’esattezza. Un’attrattiva alla quale non ha saputo tirarsi indietro neppure lei, Letizia Moratti, la festeggiata del Parco delle Cave. In jeans insolitamente sbarazzini, la candidata alla poltrona di sindaco a Palazzo Marino è salita sulla mongolfiera fingendo di volare via. Con lei Vittorio Sgarbi, uomo della sua squadra che, viste le credenziali, alla Cultura strizza l’occhiolino. Fuori dalla cesta, quasi a tenerli saldi a terra, un altrettanto sorridente Stefano Zecchi che della Cultura, invece, è l’attuale assessore. Una mongolfiera per due, insomma e al centro il sorriso rassicurante della Moratti. Che pare dire: comunque vada sarà un successo. Per il momento il successo è stata la festa al parco delle Cave. Ventimila i milanesi che hanno partecipato alla «Merenda» organizzata dal suo comitato elettorale. C’era Ornella Vanoni e Ombretta Colli, Teo Teocoli, Massimo Boldi e Francesco Alberoni. Poi c’erano i bambini e i nonni. C’era il pane e nutella per i primi, e i medici che misuravano la pressione agli altri. C’erano i giocolieri e i gonfiabili. Ce n’era insomma per ogni esigenza e ogni età. Una festa vera. Dove si poteva mangiare e ballare. E qualche passo lo ha accennato anche l’aspirante sindaco che da buona padrona di casa non fatto mancare neppure le rose per le signore e non si è fatta scrupoli a sedersi in prima fila per assistere alle acrobazie degli artisti del Circo Togni. Una parte della festa era ovviamente tutta a misura di bambini. E cioè ricca di palloncini, corsi di disegno e di pittura e persino con gli animali. Capre, agnelli, cavalli per creare - così come nelle intenzioni - un legame tra la Milano di oggi e quella di ieri. E l’essere a misura di bimbi - ogni genitore lo sa - significa essere esserlo anche per mamme e papà che liberi dalla figliolanza per qualche ora hanno potuto onorare la festa dei lavoratori, oziando giust’appunto. Grazie ai plaid offerti dall’organizzazione, grazie ai banchetti ricchi di prelibatezze tipiche delle cascine lombarde dal salame al miele. E come ogni scampagnata che si rispetta dopo l’abbuffata, la partitella. Qui per l’occasione c’era ampia scelta: calcio, ovviamente, basket, ping pong, scacchi giganti e pure giochi da tavolo per coinvolgere tutta la famiglia. Per la serie «siamo tutti apprendisti» gettonate anche le bancarelle per imparare. A cucire per esempio, a stirare ma anche a come risparmiare l’energia. E persino a come gestire meglio l’economia familiare dentro l’apposita Casa del consumatore. Tanto dopo si poteva passare dai farmacisti a controllare la pressione prima di sorridere davanti all’obiettivo per un finale con foto ricordo.