Il vento è cambiato: moschee entro l’anno

É la politica dei piccoli passi. Che possono essere abbastanza veloci se l’amministrazione è «amica». Ieri la giunta di Pisapia ha aperto le porte di Palazzo Marino alle associazioni musulmane. Fuori quella dei moderati, che ha mandato nel pomeriggio un comunicato di fuoco per protestare. La promessa del sindaco di aprire tante piccole moschee in ogni quartiere ha già una scadenza: entro un anno. Lo ha assicurato il vicesindaco Guida che ha presieduto il tavolo e ne ha già convocato uno più operativo il 14 settembre, quando inizierà la mappatura dei centri esistenti e del fabbisogno. La grande moschea? Il Comune assicura che non è la priorità degli islamici, il neo portavoce Piccardo (ex candidato di Sel con Pisapia) conferma che «prima interessa a tutte le associazioni avere garantite delle sedi per pregare dignitose». Per dirla con le parole del direttore di viale Jenner, Shaari: «Prima le parrocchie, poi arriveremo al duomo». Piccoli passi. Già per il ramandan il prossimo anno l’assessore Bisconti conta di offrire «un grande luogo, basta a soluzioni tampone come il Ciak e le palestre». Se la Lega alza le barricate e raccoglie firme, il Pdl dice un categorico no alla grande moschea ma apre ai piccoli centri: «Era la proposta votata all’unanimità dall’aula lo scorso mandato».