Vento di centro Cesa chiama i delusi Pd poi se la prende col Giornale

Il cielo è nuvolo sopra Genova e mentre i liguri sperano nel soffio della tramontana per far tornare il sole, il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa si augura che presto «soffi un forte vento di centro per dare vita al grande partito della Nazione», progetto al quale gli esponenti dello scudo crociato stanno lavorando da tempo. E i risultati, promettono Cesa e il commissario regionale del partito Rosario Monteleone, si vedranno già dopo le europee, quando molti esponenti del Pd e qualcuno anche dal Pdl decideranno di traghettare verso Casini. A dire il vero in Liguria c’è già un consigliere regionale dei democratici, Fabio Broglia, che sta facendo campagna elettorale per Emanuele Filiberto e l’Udc. Sarebbe un ritorno all’ovile, ma Monteleone frena: «Non faccia il figliol prodigo. Non abbiamo vitelli grassi da ammazzare, qui di grasso ci sono solo io», scherza il vicepresidente del consiglio regionale.
La partita si sposta alle regionali del 2010, anche i sondaggi di questi giorni segnano il partito di centro come ago della bilancia con risultati che premierebbero la politica centrista, «una riflessione definitiva la faremo dopo il voto del 6- 7 giugno - spiega Cesa -: non è detto che prenderemo posizione da una parte o dall’altra, qui c’è da rompere il grande inciucio tra Burlando e Scajola che governano con un accordo sotterraneo questa regione. Detto questo credo sia molto difficile trovarci alleati di Rifondazione o di altre forze di sinistra che con la nostra cultura hanno poco da condividere».
Udc attendista sulle regionali che, invece, un’alleanza strana l’ha fatta a Busalla con una lista insieme a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, peraltro rinnegata dal Pdci, con Cesa che se la prende con il Giornale per averne dato conto: «Potrei fare esempi di paesi del sud dove il Pdl sostiene candidati a sindaco con Rifondazione - dice il segretario -. Si tratta di un accordo locale di poco rilievo. Di Pietro fa un opposizione cieca che trasuda odio per il Presidente del Consiglio e basta: non ha nulla a che fare con noi». E sul «caso Busalla» Rosario Monteleone precisa: «Nella giunta uscente di Pastorino ci sono due assessori appartenenti al nostro movimento, non c’è nulla di scandaloso».