Il vento a noi consolazione portò

Il vento a noi consolazione portò
e nell’azzurro fiutammo
ali assire di libellule,
vibrazioni d’angolosa tenebra.

E di minaccia di guerra ottenebrò
lo strato inferiore dei cieli rabbuiati,
bosco micaceo membranoso
di corpi volanti a sei braccia.


Nell’azzurro c’è un angolo cieco,
e nei beati meriggi c’è sempre,
come accenno di notte che si condensi,
una tremola stella densa di fato.

E a fatica aprendosi la strada
nella squama delle ali storpiate,
sotto la sua mano dall’alto prende
l’universo sconfitto Azrail.