Ventura: un po’ meno reality più spazio alla sfida di canto

Da martedì su Raidue la terza edizione. «Quest’anno i cantanti hanno fatto a gara per partecipare allo show»

Laura Rio

da Milano

Partiamo da una novità che forse renderà felici gli spettatori: non ci saranno le nomination. Ah! Finalmente un reality senza quel complicato, ripetitivo e noioso meccanismo di eliminazioni. Senza quella sfilata di vip o sconosciuti a indicare il «nominato» dando motivazioni banalissime. Bene, la terza edizione di Music Farm, che comincia martedì su Raidue alle 21 per nove settimane, cambia regolamento. Saranno comunque i concorrenti a decidere al loro interno quale rivale «buttare fuori», ma senza «confessarsi» a uno a uno. In sostanza, uno show un po’ meno reality e più gara canora. Le telecamere seguiranno i concorrenti tutto il giorno, ma per dar conto della preparazione fisica e mentale per affrontare le sfide più che della routine quotidiana.
Oltre a questa, non è che l’edizione in arrivo abbia molte altre novità. Ci sarà uno studio nuovo, «molto bello», che in realtà è lo stesso (riadattato) dell’Isola dei famosi in via Mecenate a Milano, «così la Rai risparmia». In più cambierà completamente la striscia quotidiana (in onda alle 19) che mostrerà in diretta le sfide quotidiane a cui si sottopongono i cantanti e sarà condotta da Max Novaresi, autore di Quelli che il calcio.
Per il resto, si ritroverà alla conduzione Simona Ventura, alla sua seconda edizione del reality, che, frizzante e piccantina come sempre, sottolinea in conferenza stampa: «Questo è il mio Sanremo. Perché è capace di rinnovare l’immagine della musica in televisione». Giorgio Gori, produttore con la Magnolia dello show, tiene a sottolineare che «mentre il primo anno era stato difficile mettere insieme il cast e avevamo dovuto rispolverare vecchie glorie, ora sono i cantanti che vengono a cercarci. Questo perché hanno visto che il reality ha giovato ai concorrenti degli scorsi anni. Anzi, gli artisti di questa edizione hanno programmato dischi e tour in base alla partecipazione al programma».
Dunque ecco il cast («scelto per mettere insieme personalità e stili di musica differenti», spiega ancora Gori), tra cui di nomi televisivamente forti spiccano solo Franco Califano, Ivana Spagna, Massimo Di Cataldo e Alberto Fortis. Gli altri artisti: Jenny B, Leda Battisti, Laura Bono, Silvia Mezzanotte, Pago, Simone Patrizi, Alessandro Safina, Viola Valentino. In sostanza un misto di vecchie glorie e di trentenni in cerca di una affermazione maggiore.
Veniamo al meccanismo. I concorrenti si esibiranno dal vivo accompagnati dal maestro Fio Zanotti. L’asse portante di questa edizione è la divisione in due squadre che cambieranno ogni settimana. Nella serata del martedì si sfideranno l’ultimo in graduatoria della settimana (decisa dalla giuria di qualità) e un altro concorrente, il «reietto», quello non scelto dai capitani delle due squadre. Il vincitore della gara sarà deciso attraverso il televoto. Al vincitore della terza edizione andranno 150mila euro.
La Ventura non è certo una che lascia correre. Se qualcuno le ricorda che il Sanremo di quest’anno è stato paragonato al suo per peggiori ascolti, lei ribatte seccata. «Non mi aspettavo proprio quelle parole da Sabelli Fioretti (giornalista e autore di Sanremo 2006). Ricordo che il mio Festival (2004) fu fatto senza l’aiuto di nessuno e senza ospiti. Mi diedero l’incarico solo due mesi prima e ci salvammo con la forza delle idee. Eppure le ultime due serate andammo molto bene. E ricordo pure che a Bonolis invece fu dato un anno di tempo e tante risorse per fare il grande show che ha fatto».